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lievitati dolci

  • BABA' DI SEMOLA

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    Adoro il babà, l'ho già detto? Forse sì, è stata una delle prime ricette inserite qui.

    E l'ho ripetuto anche per il primo compleanno del blog, qui, il babà gigante, ricordate?

    E ho raccontato anche la storia del babà.

    Non volevo mancare in occasione della Giornata Nazionale dedicata al Babà, sul Calendario del cibo Italiano AIFB, ma non ho fatto in tempo. Ora finalmente riesco a pubblicare questo nuovo esperimento.

    Anche stavolta vi propongo il tradizionale babà al rum, ma con qualche variazione: ho usato una semola al posto della farina di grano tenero, la mia semola preferita, LA MOLISANA.

    Ho fatto un prefermento di lievito madre con le uova al posto dell'acqua, oppure con lievito di birra, sempre con le uova al posto dell'acqua.

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  • BANANA BRIOCHES

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    Siamo arrivati alla fine di ottobre, ed oggi è l'ultimo giorno di #PANISSIMO 22, ospitato qui da me.

    Sono molto contenta della raccolta del mese, sono entusiasta per aver conosciuto tanti blog e aver fatto nuove interessanti amicizie nella blogosfera.

    Siamo arrivati oggi a 90 inserzioni, questa sarà la n° 91. Non male mi sembra!

    La brioche che vi presento oggi è un esperimento fatto tempo fa con l'inserimento della banana nell'impasto. In questo modo le dosi di uova, zucchero e burro possono diminuire, senza compromettere la sofficità della brioche. Il sapore è molto buono a mio parere, in particolare chi ama la banana lo troverà eccellente.

     

    We arrived at the end of October, today is the last day of #PANISSIMO 22, hosted here.

    I am very proud of the collection of the month, I am excited to have met so many new and interesting blogs and to have found friends in the web.

    We have now 90 insertions,mine will be the No. 91. Not bad I think!

    The brioche I am presenting today is an experiment done long ago, with the introduction of the banana into the dough. In this way, the doses of eggs, sugar and butter may decrease, without compromising the softness of the brioche. The taste is very good in my opinion, especially those who love the banana will find it excellent.

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  • BRIOCHES COL TUPPO AL GUSTO DI CANNOLO SICILIANO

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    La brioche col tuppo è tipica siciliana, si può trovare facilmente in tutta l'isola, anche nei piccoli caffè.

    D'estate viene servita con gelato o granita, di solito al mattino per colazione.

    Personalmente la brioche col tuppo mi ricorda la splendida Taormina, con le sue stupende pasticcerie ed i suoi eleganti caffè.

    Il rito della colazione con granita di caffè e brioche avveniva molto presto al mattino, prima di scendere in spiaggia all'Isola Bella o in altre spiagge vicine.

    Quella granita era un toccasana per contrastare la gran calura, e la golosa e morbida brioche, freschissima, costituiva una discreta dose di energia per affrontare la giornata al mare. Una brioche buona e indimenticabile, con quella forma così buffa.

    Oggi si festeggia proprio questa particolare brioche sul Calendario del Cibo Italiano: Giornata Nazionale della Brioche col tuppo, rappresentata dall'ambasciatrice Alessandra Gabrielli del blog MENTA E SALVIA.

    Per l'occasione ho pensato di presentare un mio esperimento di brioche col tuppo, con un impasto un po' particolare: queste brioches sono più sicule delle autentiche brioches col tuppo, per la presenza di ingredienti che richiamano il gusto del cannolo siciliano, altro must della pasticceria sicula.

    Anzitutto c'è la ricotta, poi un richiamo agli agrumi costituito da uno sciroppo aromatizzato e un mix aromatico a base di canditi fatti in casa, infine il cacao che contrasta con la dolcezza di ricotta e agrumi.

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  • CAROSELLI MOLISANI

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    Oggi è la festa della mamma, dedico questo articolo alla mia mamma che non c'è più, ed ho scelto per l'occasione una preparazione che le piaceva molto e che mi ha tramandato, e che a sua volta le è stata tramandata dalla sua mamma.

    Dedico questo articolo anche alle mie due nonne, di cui porto un tenero ricordo, e mi piace molto abbandonarmi all’onda emotiva dei sentimenti e delle nostralgie, ripensando a quei momenti felici e spensierati.

    Mi piace ripercorrere i loro antichi gesti rivivendo la ritualità delle feste.

    Mi reca grande gioia e soddisfazione poter ricordare le mamme e le nonne attraverso ricette e preparazioni che significano "prendersi cura" di qualcuno, dei figli e dei nipoti, e trasmettere amore.

    Sono particolarmente legata ai caroselli, speciali brioches decorate con le uova, ricetta tradizionale regionale che in Molise si prepara in particolar modo nel periodo pasquale, ma in genere in primavera, quando la produzione di uova è abbondante.

    La ricetta delle mie nonne mi porta inevitabilmente indietro nel tempo, quando ero bambina e attendevo la Pasqua con ansia, insieme ai cuginetti, perché le nonne non ci regalavano le uova di cioccolato, ma i caroselli.

    Utilizzavano ovviamente solo lievito madre, come per il pane, e, prima di procedere alla preparazione dei caroselli e degli altri lievitati, avevano cura di rinfrescare spesso il lievito.

    In paese succedeva spesso che se lo scambiassero con i vicini di casa, non c’era il pericolo di rimanerne senza. Il senso della comunità si poteva riconoscere anche in questi piccoli gesti.

    La mia mamma e le mie nonne lavoravano dalla settimana precedente alla Pasqua per impastare i caroselli e cuocerli nel forno a legna, ne facevano una gran quantità per regalarli anche ad amici e parenti.

    Ma a noi nipoti erano riservati quelli speciali, personalizzati: ricordo che le nonne avevano speciali forme di giunchi intrecciati che venivano ricoperte di pasta e decorate con le uova, di cui fungevano da sostegno.

    Somigliavano a cestini di uova, erano bellissimi. Dispiaceva mangiarli!

    Un'ultima curiosità: nel dialetto del mio piccolo paese, Jelsi, che si trova nel Molise, la parola "carosello" vuol dire "salvadanaio di coccio", che veniva regalato ai bambini anche per insegnare loro il concetto di risparmio.

    E' una coincidenza che indica a mio parere una sovrapposizione di significati. Ma lascio questa indagine agli esperti!

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  • COLOMBA PASQUALE: DUE RICETTE A CONFRONTO

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    Non c’è Pasqua senza la colomba, come non c’è Natale senza il panettone.

    Grazie soprattutto all’industria dolciaria, e al conseguente consumo di massa, la colomba trova posto in ogni pranzo pasquale in tutte le famiglie italiane.

    Ma cosa c’è di meglio della colomba artigianale, magari preparata proprio con le nostre mani?

    Certo non è affatto facile, come per il panettone e gli altri grandi lievitati, richiede tanta pazienza, esperienza, un lievito madre bene in forza, e tanta fatica!

    Bisogna prevedere due giorni liberi se ci si vuole impegnare in questa preparazione, sappiamo che i lievitati con lievito madre non hanno tempi certi, bisogna essere quindi molto disponibili, e controllare da vicino la lievitazione.

    Quest’anno ho preparato un buon numero di colombe, seguendo la ricetta del Maestro Iginio Massari, già a me nota, e testando una ricetta per me nuova, quella del Maestro Rolando Morandin.

    Per me è stata una vera sorpresa! La lievitazione è risultata molto più rapida nei tempi e anche più evidente nel rapporto peso-volume. Una vera forza della natura!

    Vi propongo entrambe, cercando di confrontarle e di analizzarne le caratteristiche peculiari, le differenze, i pregi…. i difetti, se ci sono, dipendono esclusivamente da me, che sono una pasticciera dilettante!

    Sono entrambe ottime, d’altronde è prevedibile, trattandosi di grandi Maestri della pasticceria.

    La foto in copertina si riferisce alle due colombe Morandin, mentre quella qui in basso alle colombe Massari.

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  • DRESDNER CHRISTSTOLLEN CON LIEVITO MADRE

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    Il mio personale augurio per voi, quest’anno si accompagna ad un dolce di tradizione tedesca, un dolce lievitato che mai avevo provato prima, lo Stollen.

    Mi ha incuriosita la sua particolare forma, che nel tradizionale simbolismo dovrebbe rievocare Gesù Bambino avvolto in fasce. Anche la presenza di una percentuale così alta di burro, il bouquet aromatico rilasciato dal mix di spezie, il ripieno di marzapane, mi hanno motivata a provare.

    La formatura di questo dolce è un gesto di una tenerezza infinita, sembra proprio di rimboccare la copertina ad un neonato.

    Mi sono documentata ed ho analizzato tante ricette prima di mettermi al lavoro; due di queste mi hanno convinta molto più di altre: la prima è quella di Valentina Nondisolopane, l’altra è quella di Burro e Miele.

    Non ho trovato ricette con il lievito madre. Ho apportato delle modifiche anche per adattare l’uso del lievito madre.

    Mi è sembrata un’ottima procedura l’inserimento del milk roux, che si trova nella ricetta di Valentina.

    Spero di aver fatto, con questa pubblicazione, cosa gradita a tutti voi, e buon anno nuovo!

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  • FETTE BISCOTTATE COCCO-CACAO

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    La colazione è per me un momento sacro, un rito importante con cui iniziare la giornata, offrire il primo sorriso ai propri familiari, caricarsi di nuova energia per affrontare il lavoro. Non è pensabile una colazione povera o frettolosa, le mie abitudini, sin da bambina, prevedono una colazione quasi uguale a quelle meravigliose che si vedono in tivvù, negli spot che pubblicizzano merendine. Dico quasi eh!

    E' per questo che non mi faccio mai mancare le mie merendine, e soprattutto le mie fette biscottate.

    Qui vi propongo una variazione sul tema, la ricetta è simile a quelle già pubblicate qui, il procedimento è esattamente lo stesso. Ormai sapete che amo cambiare farine e cereali, e per queste fette ho utilizzato quelle che avevo in dispensa. Voi potete adeguarle alle vostre esigenze e cambiare le farine, purchè il mix sia equilibrato per raggiungere l'incordatura dell'impasto.

    Quello che è diverso rispetto alle precedenti ricette è la presenza di cacao e scaglie di cocco.

    Vediamo insieme.

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  • FETTE BISCOTTATE DEL RECUPERO

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    Da tempo volevo presentarvi questa ricetta, valida particolarmente per questo periodo natalizio. Per quale motivo? Perchè è un ottimo modo per recuperare albumi e lievito madre, ingredienti che avanzano in abbondanza dalla produzione di panettoni e pandori. Inoltre si tratta di un prodotto secco di lunga durata e conservabilità.

    Proprio così, se vi avanza del lievito, non lo buttate, utilizzatelo per crackers, grissini, taralli, fette biscottate e similari. Non aspettate troppo però, altrimenti il lievito collassa e il PH si abbassa troppo. In quel caso non resta altro che buttarlo.

    Per queste fette biscottate possiamo recuperare anche gli albumi, ecco la ricetta, anzi le ricette.

    Sono due varianti ma il principio è lo stesso.

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  • FETTE BISCOTTATE MULTICEREALI INTEGRALI, DUE RICETTE

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    Cari amici oggi vi propongo finalmente le fette biscottate, proprio non possono mancare in un blog basato sui lievitati!

    Più che una ricetta, questo articolo tenta di proporre il metodo da me sperimentato per ottenere fette biscottate gustose e salutari.

    Come ormai sapete non amo la farina bianca e anonima, utilizzo farine preferibilmente semintegrali, di diversi cereali, monocultivar di antiche varietà, acquistate di solito direttamente dai molini. Adoro mescolarle tra loro, con le sfumature caratteristiche e le diverse consistenze e granulometrie. Mi piace giocare con le farine, come tutti d'altronde, alla ricerca di un blend equilibrato.

    Solitamente non ripeto mai neanche le mie ricette, ma le trascrivo di volta in volta per ricordarmi il metodo giusto. Vi propongo perciò due diverse calibrature, tra le tante che ho sperimentato, che prevedono l'uso di diversi cereali integrali. Voi potete seguirle alla lettera, se volete, ma anche variarle e adeguarle alle vostre esigenze e ai vostri gusti.

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  • FRITTELLE DI MELE E UVETTA, ANCHE VERSIONE VEGAN

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    Domenica di Carnevale, tutti a festeggiare con frittelle di tutti i tipi e di diverse tradizioni, come da rituale. A casa mia, oltre a chiacchiere e castagnole, semplici e veloci, non possono mancare le zeppole con le patate, come le facevano le mamme e le nonne.Qui trovate la ricetta, testata ormai da tanti amici che sempre mi inviano giudizi molto positivi.

    Quest'anno ho avuto modo di calibrare una ricetta semplicissima e molto buona, particolarmente adatta a chi utilizza il lievito madre.

    Ne ho provate due versioni, sia tradizionale che vegana.

    Eccovi le frittelle di mele e uvetta, gustose e profumate.

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  • GIORNATA MONDIALE DEL PANE 2016: IL PANE RITUALE DI SAN GIUSEPPE IN SICILIA

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    Non ho sbagliato data, oggi è il 16 ottobre e non il 19 marzo.

    Ma il pane votivo tradizionale che si prepara in molti paesi della Sicilia in occasione della festa di San Giuseppe, merita di essere citato proprio oggi, Giornata Mondiale del Pane. Quale migliore occasione per rendere omaggio ad una tradizione così bella e particolare, così intensamente sentita, così autentica e fortemente radicata  nella vita delle comunità, come quella dei pani di San Giuseppe?

    Oggi si festeggia la Giornata Mondiale del Pane, in casa AIFB abbiamo dedicato al PANE una speciale GIORNATA NAZIONALE, sul Calendario del Cibo Italiano, e anche la Settimana del Pane. Le due Ambasciatrici sono rispettivamente Sonia Nieri Turini, del blog QUATTRO PASSI IN CUCINA, e Valentina Venuti del blog NONDISOLOPANE.

    Che altro dire, chi mi segue mi conosce come una Fornarina scatenata, ogni parola sarebbe superfua...per chi non mi conosce mi presento brevemente, dicendo solo che una delle mie passioni più forti e costanti nel tempo è quella di fare il pane. Amo approfondire metodi, tecniche, storia e tradizioni. Mi piace impastare, mi piace leggere storie di pane, mi piace viaggiare alla scoperta degli innumerevoli tipi di pane esistenti al mondo, con le storie dei popoli ad essi connesse.

    In Italia esistono centinaia di tipi diversi di pane, alcuni di essi hanno ottenuto riconoscimenti DOP e seguono un rigido disciplinare dettato da una tradizione centenaria.

    E' straordinario e affascinante il fatto che si riesca ad ottenere prodotti così diversi con quattro semplici ingredienti: farina, acqua, lievito e sale. Questo è il miracolo del pane!

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  • GNOCCHETTI FRITTI DI SEMOLA E RICOTTA

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    Ancora dolci fritti di Carnevale, nel giorno del martedì grasso!

    Questa volta si tratta di frittelline simili a castagnole, con un impasto a base di semola e ricotta.

    Si possono impastare con lievito madre o anche con una semplice polvere lievitante per dolci.

    Le ho provate più volte, usando due ottime semole integrali: la KRONOS del Molino Grassi e la semola integrale con TUMMINIA dei Molini Dal Ponte. Profumi particolarissimi, in entrambi i casi.

    Un'ottima ricotta di pecora completa l'opera.

    Ho composto questi gnocchetti con miele, canditi fatti in casa, pinoli e palline di zucchero, un po' come si fa con gli struffoli napoletani o la cicerchiata molisana.

    Vediamo le due ricette, la prima col lievito madre, la seconda col baking.

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  • HUNGARIAN BREAD RING: PHOTO-TUTORIAL

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    Eccomi di nuovo con uno degli articoli più apprezzati del mio spazio virtuale: la RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE. Più volte i miei lettori mi hanno chiesto chiarimenti sul procedimento da seguire per ottenere il risultato mostrato in foto nel mio articolo precedente.

    Ho così deciso di fotografare i vari passaggi, sperando che ciò sia di maggior aiuto. Quale periodo migliore per arricchire la tavola delle feste con un pane così scenografico?

    Naturalmente per l'ottima ricetta di Hamelman, e per il procedimento, dovrete consultare il mio primo articolo, "RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE", oppure "CHALLAH".

    Here I am with one of the most popular articles of my blog: the HUNGURIAN BREAD RING.

    My readers asked me for explanation about the procedure, to get good results, for decorating and braiding easily and correctly.
    So I decided to photograph all the steps, hoping this would help you all.

    Christmastime is ideal to show so a rich and fantastic bread on the table well prepared for an important dinner or Christmas party.
    Of course, for the perfect recipe of Hamelman, and the process, you can consult my first article, "HUNGARIAN BREAD RING" or "CHALLAH".

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  • I BISCOTTI DEL LAGACCIO E IL MIO PRIMO RADUNO MTCHALLENGE

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    Conoscete i biscotti del Lagaccio? Sono profumatissimi biscotti con lievito naturale, che si ottengono con un procedimento simile a quello che si usa per le fette biscottate. Prendono questo nome dal quartiere del Lagaccio, a Genova, dove nacquero come semplici fette di pane tostate, adatte alla lunga conservazione per il consumo in barca.

    Sono caratterizzate dalla presenza di semi di anice, nella ricetta originale, ma in rete si trovano anche con semi di finocchio o liquore d’anice. La mia proposta prevede un mix di anice stellato, anice verde e finocchio, e naturalmente il mio lievito madre.

    Il collegamento con MTChallenge? Ho preparato questi profumati biscotti in occasione del raduno della community MTChallenge a Napoli, dal 13 al 15 gennaio scorsi, pensando anche alle radici liguri della nostra capitana (si può dire?) Alessandra Gennaro.

    Ho conosciuto MTC lo scorso maggio, anche se già conoscevo Alessandra e molti amici blogger membri della community, in occasione della presentazione del libro TORTE SALATE. Ringrazio Tamara per avermi presentata e per aver insistito affinché io chiedessi di entrare. E così è stato, eccomi qua a far parte orgogliosamente della truppa di mtchallengers!

    I tre giorni napoletani sono stati per me una parentesi gioiosa e spensierata, ho conosciuto molti componenti della community, accomunati dal piacere per la cultura culinaria e da una grande carica di sana allegria. Ho anche ritrovato amici blogger già incontrati più volte. Nominarli tutti è impossibile, ma voglio qui ricordare la simpaticissima Flavia Galasso, conosciuta come Elisa Baker, impareggiabile battitrice d’asta

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    e poi Marina Bogdanovic, ideale compagna di stanza, Patrizia Malomo, che ha festeggiato il suo compleanno con noi proprio in quei giorni, la dolcissima Marianna Bonello, e poi Flaminia Luccarelli, Cristiana Di Paola, Valentina De Felice, Giuliana Fabris, Marica Bochicchio, Mariella Di Meglio, Rossella Campa, Anna Laura Mattesini, Mapi Bruscia, Mai Esteve, Lucia Melchiorre, Sara Sguerri, Giulia Robert, Alice Del Re, Ilaria Talimani, Manuela Valentini, Sabrina Gasparri, Sandra Venturoli Vacchi, Cinzia Martellini Cortella, Annarita Rossi, Corrado Tumminelli, Pasqualina Filisdeo, Susy May, Cristina Galliti, Vittoria Traversa, Francesca Acquolina, Dani Pensacuoca, Silvia Zanetti, Patrizia Patticastello, Antonietta Golino, Francesca Lanuova...andate a visitare i loro blog, sono tutti straordinari! E' troppo lungo inserire i loro link individuali, per questo vi metto direttamente il link della lista dei membri della community, spero che da oggi in poi seguiate il sito, ne vale davvero la pena!

    Un ringraziamento particolare va naturalmente a Fabio D'Amore e Anna Luisa Vingiani, per l'accoglienza calorosa, tipicamente partenopea, e la perfetta organizzazione, direi svizzera più che partenopea ;)

    Conoscendo bene la Napoli classica dei percorsi turistici tradizionali, ne ho approfittato per scoprire qualche angolo di bellezza non ancora conosciuto, in compagnia della mia adorata cuginetta Maria Antonietta, detta Toni, e della mia colta compagna di stanza Marina. La chiesa di S. Anna dei Lombardi, per esempio, con la splendida sagrestia del Vasari.

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  • IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

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    Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

    E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

    Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

    Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

    Almost 5 kilos, a giant of goodness!

    I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

    Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

    And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

    In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

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  • IL PANDORO DI VERONA

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    Tutto il mondo ormai conosce questo meraviglioso dolce natalizio veronese.

    Grazie al web e alla diffusione in rete delle varie ricette dei più famosi pastry chef italiani, da qualche anno pandoro e panettone vengono preparati artigianalmente anche in America o in Asia, e sovente con buoni risultati.

    Come il panettone, il pandoro necessita di due impasti e due lunghe lievitazioni, e richiede l'impiego del lievito madre in ottime condizioni e massima forza.

    Il lievito andrebbe rinfrescato ogni giorno per una settimana, col metodo della legatura, e l'ultimo giorno per tre volte nella stessa giornata. Ho spiegato questo procedimento nel mio articolo "Re Panettone".

    Simile è anche il tipo di impasto, ricco di uova, ma soprattutto di burro, però semplice, senza canditi o altro. Simile è la lavorazione, la cottura, la conservazione.

    Ogni anno ci dividiamo tra due "correnti di pensiero". Al momento del dolce, nella tavola delle feste è di rito la discussione tra coloro che preferiscono il panettone e quelli che invece amano più il pandoro; una sorta di rituale magico che si perpetra di anno in anno, e ogni anno riesce a sorprenderci, come bambini. Questo succede sia se lo acquistiamo, ma ancor più se riusciamo a prepararlo a casa, con tutte le difficoltà che tale preparazione comporta. Ma la soddisfazione è davvero grande quando i commensali ne lodano la squisitezza.

    Personalmente mi piacciono entrambi, li trovo deliziosi e diversi nel gusto e nei profumi.

    Anche l'estetica, molto importante, è originale, sia nel panettone che nel pandoro.

    La tipica forma di stella ad otto punte del pandoro si deve ad un artista impressionista, Angelo Dall'Oca Bianca, e il brevetto della forma e della ricetta venne depositato da Domenico Melegatti il 14 ottobre 1884.

    Queste sono le notizie sicure. Meno sicura è la sua origine, collegabile sia all'antico dolce medievale veronese chiamato "nadalin", sia ad un altro dolce veneziano, il "pan de oro", ricoperto da sottili sfoglie di oro zecchino nelle famiglie dei ricchi mercanti, nell'opulenta repubblica marinara.

    Prima di passare alla ricetta del pandoro, vi consiglio di dare uno sguardo ai vari passaggi della preparazione del panettone, che potete trovare qui nel mio blog.

  • LA PIADA DEI MORTI A MODO MIO

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    Il mese di novembre che sta iniziando ci mette una leggera tristezza addosso, una sensazione che non ci disturba, ma pervade le nostre anime con discrezione, e ci porta a filosofiche riflessioni sul significato della vita e della morte.

    Il mese inizia con due festività importanti, Ognissanti e la Festa dei Morti, è un momento dell'anno di intensa spiritualità, che rievoca dolci momenti con i nostri cari che non ci sono più.

    Tante sono le tradizioni, in tutta Italia, ed hanno radici antiche, in ritualità e simboli che esorcizzano la morte e idealmente la sconfiggono, esaltando, anche attraverso il cibo, il legame con i defunti.

    Oggi inizia la Settimana della Commemorazione dei Defunti, sul Calendario del Cibo Italiano, pubblicato, come ormai sapete, sul sito AIFB.

    Le Ambasciatrici di questa Settimana sono due, Alessandra Van Pelt, del blog "An Old Fashioned Lady", nonchè autrice di questo magnifico, gigantesco Calendario, e Susanna Canetti, del blog "Afrodita's Kitchen".

    Per questa occasione ho pensato ad una tipica preparazione romagnola, la piada dei morti.

    Da tempo ammiravo le splendide piade dei morti prodotte dalla panetteria VITALI' di Cesenatico, del mitico Maestro d'arte bianca Massimo Vitali. Mitico, sì, tutti conoscono i suoi panettoni, prodotti anche in estate per essere consumati in riva al mare. Una tradizione, questa, inventata proprio da lui, Massimo Vitali. Tutti gli appassionati di lievito madre riconoscono in lui uno dei pionieri, fermamente convinto della bontà dei prodotti col lievito madre.

    Purtroppo non posseggo la sua ricetta originale della piada dei morti, sicuramente perfetta...quindi ho cercato di ricostruirla in qualche modo, studiando le numerose ricette che girano nel web. Che diritto ho io di calibrare la ricetta di un cibo tradizionale, per di più non della mia regione? Non giudicatela presunzione, è solo voglia di giocare, manipolare, sperimentare. Non posso farne a meno!

    Qui vi illustro la mia prova, e aspetto suggerimenti da tutti gli amici che preparano la piada dei morti oppure sanno come si fa.

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  • MARITOZZI SEMINTEGRALI

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    Questi che propongo sono maritozzi un po' diversi dalla tradizione romana, soprattutto per la scelta delle farine.

    Ho utilizzato un mix di farine artigianali siciliane, non raffinate, macinate a pietra e monocultivar. Sono prodotte dai Molini del Ponte, che da anni valorizzano grani autoctoni siciliani, in primis la famosa Tumminia. Solitamente per prodotti come brioches e maritozzi vengono utilizzate farine di forza e raffinate, più adatte ad assorbire liquidi e formare il glutine in presenza di una percentuale massiccia di zuccheri e grassi.

    Posso assicurare che non ho avuto problemi nella lavorazione con planetaria casalinga, l'impasto ha preso corda facilmente ed ha retto bene una lievitazione prolungata.

    Il sapore di questi maritozzi è rustico, il profumo intenso e la consistenza morbida.

    Direi che il risultato è soddisfacente, a dimostrazione che non è indispensabile l'uso di farine bianche di forza neanche per i lievitati dolci.

    Giudicate voi.

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  • MUFFIN BRIOCHES AL FARRO CON CUORE DI CASTAGNA / MUFFIN BRIOCHES WITH SPELT FLOUR AND CHESTNUT FILLING

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    Siamo ormai al 20 ottobre, autunno inoltrato, ma solo formalmente. Non se n'è accorto nessuno che è entrato l'autunno, il caldo, tanto desiderato la scorsa estate, non se ne vuole andare...e l'autunno si fa desiderare, con i suoi caldi colori, il venticello fresco che accarezza il viso e fa venir voglia di un tè caldo o di una profumata tisana...

    La mia voglia d'autunno si ritrova negli ingredienti di questa brioscina, racchiusa in uno stampo da muffin, con una golosa glassa e un cuore a sorpresa, castagna e rum. Non la solita brioche, qualcosa di decisamente più goloso e accattivante, ideale per la merenda e per accompagnare un buon tè.

    October, autumn, but only formally. Nobody notices the autumnal season has started.

    The heat, so desired last summer, proceeds without interruption ... so I wish intensly the cool breeze caressing my face, the vivid colours of the country, the fragrance of the grape must just  squeezed...

    My desire of autumn is perceptible in the ingredients of this little brioche, enclosed in a muffin mould, coveredwith a delicious icing and a heart surprise, chestnut and rum. Not the usual brioche, something much more tempting and attractive, ideal for a snack or to match a good tea.

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  • PANBAULETTO O FETTE BISCOTTATE CON NOCCIOLE E UVETTA

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    Chi mi segue sa bene che spesso preparo le fette biscottate. Il primo motivo è che si tratta di un prodotto che si conserva a lungo, il secondo motivo è che questa preparazione mi permette di utilizzare il lievito madre, che spesso abbonda nel mio frigo. Il lievito madre esige un uso costante e rinfreschi frequenti per vivere nelle migliori condizioni. Dunque consiglio a chi ha deciso di curare un lievito madre di spaziare il più possibile nella vasta gamma di prodotti che si possono preparare, oltre al pane.

    In questo caso avevo anche molti albumi, avanzati da preparazioni dolci che richiedono solo tuorli. Ho già sperimentato una ricetta calibrata con albumi anzichè uova intere. In questo caso ho arricchito la ricetta con nocciole e uvetta, una vera delizia! Buonissimo anche il semplice panbauletto senza tostatura. A voi la scelta. Fette biscottate o panbauletto, in ogni caso vi aiuteranno ad iniziare la giornata con la giusta energia.

    fettenoccioleuvetta titolo 

MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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