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lievito madre

  • BABA' DI SEMOLA

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    Adoro il babà, l'ho già detto? Forse sì, è stata una delle prime ricette inserite qui.

    E l'ho ripetuto anche per il primo compleanno del blog, qui, il babà gigante, ricordate?

    E ho raccontato anche la storia del babà.

    Non volevo mancare in occasione della Giornata Nazionale dedicata al Babà, sul Calendario del cibo Italiano AIFB, ma non ho fatto in tempo. Ora finalmente riesco a pubblicare questo nuovo esperimento.

    Anche stavolta vi propongo il tradizionale babà al rum, ma con qualche variazione: ho usato una semola al posto della farina di grano tenero, la mia semola preferita, LA MOLISANA.

    Ho fatto un prefermento di lievito madre con le uova al posto dell'acqua, oppure con lievito di birra, sempre con le uova al posto dell'acqua.

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  • BÂTARD CON GRANO ARSO E SEMOLA INTEGRALE CAPPELLI

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    Queste Bâtard sono di qualche mese fa, ma visto che sono state molto apprezzate dai miei amici, ho deciso di pubblicare ricetta e procedimento.

    Esse testimoniano per l'ennesima volta quanto io sia attratta dalle eleganti forme francesi, e nello stesso tempo quanto ci tenga ad usare farine di ottima qualità, rigorosamente italiane.

    Questo connubio mi è ormai familiare!

    Il grano arso ha donato a questo impasto un insolito colore grigio scuro, molto bello, diverso da qualsiasi altra farina integrale. Ed anche l'aroma intenso, dovuto alla tostatura, è molto gradevole.

    Il grano arso non è altro che grano duro tostato e macinato, attualmente con procedimenti industriali.

    Il suo nome però deriva dall'abitudine di raccogliere i chicchi di grano, caduti a terra dalla mietitura, dopo la bruciatura delle stoppie. I contadini pugliesi evitavano, in questo modo, di acquistare grandi quantità di grano dai proprietari latifondisti, recuperandone una discreta quantità dai chicchi caduti in terra con la mietitura.

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  • BRIOCHES COL TUPPO AL GUSTO DI CANNOLO SICILIANO

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    La brioche col tuppo è tipica siciliana, si può trovare facilmente in tutta l'isola, anche nei piccoli caffè.

    D'estate viene servita con gelato o granita, di solito al mattino per colazione.

    Personalmente la brioche col tuppo mi ricorda la splendida Taormina, con le sue stupende pasticcerie ed i suoi eleganti caffè.

    Il rito della colazione con granita di caffè e brioche avveniva molto presto al mattino, prima di scendere in spiaggia all'Isola Bella o in altre spiagge vicine.

    Quella granita era un toccasana per contrastare la gran calura, e la golosa e morbida brioche, freschissima, costituiva una discreta dose di energia per affrontare la giornata al mare. Una brioche buona e indimenticabile, con quella forma così buffa.

    Oggi si festeggia proprio questa particolare brioche sul Calendario del Cibo Italiano: Giornata Nazionale della Brioche col tuppo, rappresentata dall'ambasciatrice Alessandra Gabrielli del blog MENTA E SALVIA.

    Per l'occasione ho pensato di presentare un mio esperimento di brioche col tuppo, con un impasto un po' particolare: queste brioches sono più sicule delle autentiche brioches col tuppo, per la presenza di ingredienti che richiamano il gusto del cannolo siciliano, altro must della pasticceria sicula.

    Anzitutto c'è la ricotta, poi un richiamo agli agrumi costituito da uno sciroppo aromatizzato e un mix aromatico a base di canditi fatti in casa, infine il cacao che contrasta con la dolcezza di ricotta e agrumi.

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  • BRIOCHES SALATE DI PURA SEMOLA CON PARMIGIANO E PISTACCHI

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    Oggi vi propongo un gustoso lievitato rustico, ideale per la Pasquetta, simile nella composizione e nel sapore alla pizza umbra al formaggio, ma più delicato, senza uova e con sola semola. L'acceso colore giallo di queste brioches è infatti dovuto esclusivamente alla semola.

    Ho scelto naturalmente la mia semola preferita, LA MOLISANA, che utilizzo spesso per pane, pasta fresca e anche dolci.

    Ho abbinato parmigiano e pistacchi interi, ottenendo anche un gradevole contrasto cromatico, oltre che un sapore molto particolare, adoro i pistacchi.

    Vi invito a provare questa ricetta, sono sicura che rimarrete soddisfatti per la morbidezza della mollica e per il sapore buonissimo ma allo stesso tempo delicato.

    La procedura è abbastanza semplice e la lievitazione piuttosto rapida, considerando che ho usato un prefermento fatto con lievito madre. Ovviamente potete sostituirlo con un prefermento a base di lievito di birra, oppure direttamente con la stessa quantità di lievito madre, ricalibrando l'acqua nell'impasto.

    Il mio prefermento, nelle dosi sotto indicate, ha impiegato 3 ore per raddoppiare.

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  • COLOMBA AL MANDARINO

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    Anche quest'anno è arrivato il momento della preparazione della COLOMBA PASQUALE, divenuta ormai una tradizione a casa mia per la Pasqua, assieme a pastiere, casatielli e caroselli molisani.

    Con grande gioia sono qui a celebrare la GIORNATA NAZIONALE DELLA COLOMBA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO firmato AIFB.

    l'Ambasciatrice di oggi è la bravissima Tiziana Bontempi, molto esperta in lievitati e davvero appassionata, come me d'altronde. Il suo ricco blogconta moltissimi articoli di pane e altri lievitati, compresi i più importanti, cioè la colomba e il panettone.

    Ed è proprio dal panettone che la colomba ha origine, lanciata sul mercato dall'industria dolciaria per pure esigenze produttive, e divenuta presto un simbolo pasquale per ogni famiglia italiana.

    Da quando preparo la colomba a casa tutto è cambiato, non riesco a farne a meno, e i miei familiari e amici se l'aspettano sempre. La scelta delle materie prime fa la differenza. Dunque è possibile ottenere un ottimo prodotto, se osserviamo la giusta procedura che vale anche per il panettone e gli altri grandi lievitati.

    Ho già illustrato le fasi della lavorazione della colomba in questo articolo del mio blog.

    Ho testato tante ricette nel corso degli anni, tutte ottime e ben calibrate. Vi ripropongo la ricetta del Maestro Rolando Morandin, alla quale ho apportato qualche leggera modifica, soprattutto nell'uso delle sospensioni.

    Come ogni inverno anche quest'anno ho preparato i canditi, ed ho candito anche le scorze dei mandarini, che adoro letteralmente. Hanno un profumo ineguagliabile e un aroma inconfondibile. Forse è l'agrume che amo di più.

    Dunque la novità è una profumatissima colomba al mandarino! Un semplice tocco per una colomba diversa, davvero speciale!

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  • COME UTILIZZARE AVANZI DI LIEVITO MADRE E ALBUMI

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    Eccoci tornati alla normalità, dopo due settimane di festeggiamenti, durante le quali abbiamo imbandito le nostre tavole con le ricche preparazioni natalizie, come vuole la tradizione.

    E non a caso questa è la SETTIMANA DEGLI AVANZI, la prima del grande CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO proposto da AIFB, Associazione Italiana Food Blogger.

    Il CALENDARIO si articola in 366 Giornate Nazionali e 52 settimane, ognuna dedicata ad un piatto o ad un ingrediente o ad una tematica specifica.

    Vi invito a leggere l'interessante articolo dell'Ambasciatrice Cinzia Martellini Cortella, che ci espone questo argomento di grande attualità, ci fornisce tanti suggerimenti per evitare sprechi e ci racconta come innumerevoli piatti della tradizione nascano proprio dalla necessità del riutilizzo.

    E anche molte Giornate Nazionali ci propongono tipici piatti basati sul recupero degli avanzi: canederli, riso al salto, involtini di verza, polpette.

    Con grande piacere colgo al volo questa occasione per raccontarvi qualche mia buona abitudine, in particolare per non buttare il lievito madre e l'albume d'uovo.

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  • CRACKERS "FOGLIA" CON SEGALE E SEMI

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    Oggi è un giorno speciale, per due motivi.

    Il primo è che ricorrono tre anni dall'apertura di questo mio spazio virtuale.

    Rivedere il mio primo articolo mi reca emozione: aver iniziato questa avventura con il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi non è stata una pura coincidenza.

    Non potevo mancare all'appello proprio oggi! Eccomi qua, con il mio contributo, a testimoniare ancora una volta la mia passionaccia! E buon compleanno al mio blog!

    Il secondo motivo che rende speciale la giornata di oggi è il mio ritorno a PANISSIMO, dopo un po' di tempo.

    La raccolta mensile di lievitati di ogni tipo e tradizione, ideata da Sandra del blog SONO IO SANDRA, e Barbara del blog BREAD and COMPANATICO, viene ora rilanciata con nuovo entusiasmo, tante belle idee, e nuovi amici e collaboratori.

    PANISSIMO del mese di ottobre è ospitato proprio dalla new entry del nostro staff, Elisabetta del blog CAKES and CO. Benvenuta Elisabetta!

    Ed ecco il mio lievitato: si tratta di grandi crackers a forma di foglia, intonati con i colori caldi dell'autunno, buonissimi di sapore per la presenza di segale e semi misti.

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  • DRESDNER CHRISTSTOLLEN CON LIEVITO MADRE

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    Il mio personale augurio per voi, quest’anno si accompagna ad un dolce di tradizione tedesca, un dolce lievitato che mai avevo provato prima, lo Stollen.

    Mi ha incuriosita la sua particolare forma, che nel tradizionale simbolismo dovrebbe rievocare Gesù Bambino avvolto in fasce. Anche la presenza di una percentuale così alta di burro, il bouquet aromatico rilasciato dal mix di spezie, il ripieno di marzapane, mi hanno motivata a provare.

    La formatura di questo dolce è un gesto di una tenerezza infinita, sembra proprio di rimboccare la copertina ad un neonato.

    Mi sono documentata ed ho analizzato tante ricette prima di mettermi al lavoro; due di queste mi hanno convinta molto più di altre: la prima è quella di Valentina Nondisolopane, l’altra è quella di Burro e Miele.

    Non ho trovato ricette con il lievito madre. Ho apportato delle modifiche anche per adattare l’uso del lievito madre.

    Mi è sembrata un’ottima procedura l’inserimento del milk roux, che si trova nella ricetta di Valentina.

    Spero di aver fatto, con questa pubblicazione, cosa gradita a tutti voi, e buon anno nuovo!

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  • FRESELLA O FRISELLA? DUE RICETTE PER UNA GUSTOSA CAPONATA

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    Nelle regioni dell’Italia meridionale, in particolare Puglia e Campania, la fresella, o frisella che dir si voglia, è un’istituzione, in particolare nella stagione calda, soprattutto come base per una fresca e gustosa caponata.

    Con il termine “caponata” si intende, tranne che in Sicilia, un piatto unico a base di freselle e pomodori.

    Ovviamente la ricetta può essere arricchita da cipolle fresche, olive, acciughe sotto sale o sott’olio, capperi ecc., ma la base è costituita da questo pane biscottato, solitamente a forma di ciambella, ammorbidito dall’acqua e dal liquido di vegetazione del pomodoro. Non dimentichiamo ovviamente di condire il tutto con profumato basilico e dell'ottimo olio extravergine. La semplice fresella esalterà il gusto e il profumo del condimento con cui si accompagna.

    La principale virtù di questo semplicissimo pane biscottato è la lunga durata, la possibilità di essere conservato per tanto tempo. La sua peculiarità è quella di essere privo di grassi, diversamente da crackers e grissini. E’ infatti impossibile consumarlo senza la “spugnatura”.

    I marinai ne hanno sempre fatto largo uso, consumandola al posto del pane fresco, che non potevano permettersi, e spugnandola con l'acqua di mare.

    Vi propongo due ricette, con lievito madre o lievito di birra: la prima si avvicina alla ricetta tradizionale, senza grassi, la seconda prevede l’aggiunta di erbe aromatiche e di un’emulsione di acqua e olio.

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  • GIORNATA MONDIALE DEL PANE 2016: IL PANE RITUALE DI SAN GIUSEPPE IN SICILIA

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    Non ho sbagliato data, oggi è il 16 ottobre e non il 19 marzo.

    Ma il pane votivo tradizionale che si prepara in molti paesi della Sicilia in occasione della festa di San Giuseppe, merita di essere citato proprio oggi, Giornata Mondiale del Pane. Quale migliore occasione per rendere omaggio ad una tradizione così bella e particolare, così intensamente sentita, così autentica e fortemente radicata  nella vita delle comunità, come quella dei pani di San Giuseppe?

    Oggi si festeggia la Giornata Mondiale del Pane, in casa AIFB abbiamo dedicato al PANE una speciale GIORNATA NAZIONALE, sul Calendario del Cibo Italiano, e anche la Settimana del Pane. Le due Ambasciatrici sono rispettivamente Sonia Nieri Turini, del blog QUATTRO PASSI IN CUCINA, e Valentina Venuti del blog NONDISOLOPANE.

    Che altro dire, chi mi segue mi conosce come una Fornarina scatenata, ogni parola sarebbe superfua...per chi non mi conosce mi presento brevemente, dicendo solo che una delle mie passioni più forti e costanti nel tempo è quella di fare il pane. Amo approfondire metodi, tecniche, storia e tradizioni. Mi piace impastare, mi piace leggere storie di pane, mi piace viaggiare alla scoperta degli innumerevoli tipi di pane esistenti al mondo, con le storie dei popoli ad essi connesse.

    In Italia esistono centinaia di tipi diversi di pane, alcuni di essi hanno ottenuto riconoscimenti DOP e seguono un rigido disciplinare dettato da una tradizione centenaria.

    E' straordinario e affascinante il fatto che si riesca ad ottenere prodotti così diversi con quattro semplici ingredienti: farina, acqua, lievito e sale. Questo è il miracolo del pane!

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  • GIORNATA NAZIONALE DEI GRANI ANTICHI: PANE CON FARINA DI GRANO TENERO BIANCHETTA E CHICCHI DI GRANO DURO SARAGOLLA

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    Oggi si festeggia la Giornata Nazionale dei Grani Antichi sul Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'Ambasciatrice di oggi è Candida De Amicis del blog "mmm...buonissimo!"

    Quale migliore occasione per una, come me, che da anni sostiene le piccole produzioni di cereali di antiche varietà? Sono felice di tornare a parlare di questo argomento, già trattato in un mio precedente articolo a cui vi rimando.

    Da quando ho pubblicato quell'articolo è passato del tempo, ma la curiosità sull'argomento è cresciuta, assieme alla consapevolezza dei coltivatori e dei consumatori.

    Sembra sia diventata una moda parlare di grani antichi, ma secondo me non è così. Bisogna solo capire di cosa si parla, cosa si vuole intendere col termine "antico" riferito ai cereali.

    Vogliamo partire dalle origini? Tornare indietro di 10.000 anni, quando l'uomo iniziò ad addomesticare alcune piante e a coltivarle? Bene, facciamolo.

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  • LA PIADA DEI MORTI A MODO MIO

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    Il mese di novembre che sta iniziando ci mette una leggera tristezza addosso, una sensazione che non ci disturba, ma pervade le nostre anime con discrezione, e ci porta a filosofiche riflessioni sul significato della vita e della morte.

    Il mese inizia con due festività importanti, Ognissanti e la Festa dei Morti, è un momento dell'anno di intensa spiritualità, che rievoca dolci momenti con i nostri cari che non ci sono più.

    Tante sono le tradizioni, in tutta Italia, ed hanno radici antiche, in ritualità e simboli che esorcizzano la morte e idealmente la sconfiggono, esaltando, anche attraverso il cibo, il legame con i defunti.

    Oggi inizia la Settimana della Commemorazione dei Defunti, sul Calendario del Cibo Italiano, pubblicato, come ormai sapete, sul sito AIFB.

    Le Ambasciatrici di questa Settimana sono due, Alessandra Van Pelt, del blog "An Old Fashioned Lady", nonchè autrice di questo magnifico, gigantesco Calendario, e Susanna Canetti, del blog "Afrodita's Kitchen".

    Per questa occasione ho pensato ad una tipica preparazione romagnola, la piada dei morti.

    Da tempo ammiravo le splendide piade dei morti prodotte dalla panetteria VITALI' di Cesenatico, del mitico Maestro d'arte bianca Massimo Vitali. Mitico, sì, tutti conoscono i suoi panettoni, prodotti anche in estate per essere consumati in riva al mare. Una tradizione, questa, inventata proprio da lui, Massimo Vitali. Tutti gli appassionati di lievito madre riconoscono in lui uno dei pionieri, fermamente convinto della bontà dei prodotti col lievito madre.

    Purtroppo non posseggo la sua ricetta originale della piada dei morti, sicuramente perfetta...quindi ho cercato di ricostruirla in qualche modo, studiando le numerose ricette che girano nel web. Che diritto ho io di calibrare la ricetta di un cibo tradizionale, per di più non della mia regione? Non giudicatela presunzione, è solo voglia di giocare, manipolare, sperimentare. Non posso farne a meno!

    Qui vi illustro la mia prova, e aspetto suggerimenti da tutti gli amici che preparano la piada dei morti oppure sanno come si fa.

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  • LA PIZZA NAPOLETANA, TEORIA E PRATICA

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    Oggi è la festa di San Gennaro, e in casa AIFB festeggiamo con la pizza napoletana!

    La sottoscritta è lietissima e onoratissima di essere l’ambasciatrice, assieme a Cinzia Martellini Cortella, di questa importante Giornata Nazionale del Calendario del Cibo Italiano.

    Per leggere l’articolo completo collegatevi al sito AIFB, dove troverete la storia della pizza e la tecnica di preparazione.

    Pizzeria Lombardi una foto storica

  • PANBAULETTO O FETTE BISCOTTATE CON NOCCIOLE E UVETTA

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    Chi mi segue sa bene che spesso preparo le fette biscottate. Il primo motivo è che si tratta di un prodotto che si conserva a lungo, il secondo motivo è che questa preparazione mi permette di utilizzare il lievito madre, che spesso abbonda nel mio frigo. Il lievito madre esige un uso costante e rinfreschi frequenti per vivere nelle migliori condizioni. Dunque consiglio a chi ha deciso di curare un lievito madre di spaziare il più possibile nella vasta gamma di prodotti che si possono preparare, oltre al pane.

    In questo caso avevo anche molti albumi, avanzati da preparazioni dolci che richiedono solo tuorli. Ho già sperimentato una ricetta calibrata con albumi anzichè uova intere. In questo caso ho arricchito la ricetta con nocciole e uvetta, una vera delizia! Buonissimo anche il semplice panbauletto senza tostatura. A voi la scelta. Fette biscottate o panbauletto, in ogni caso vi aiuteranno ad iniziare la giornata con la giusta energia.

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  • PANE SEMINTEGRALE DI SEMOLA CAPPELLI E SARAGOLLA

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    Eccomi di nuovo con voi, dopo una settimana densa di eventi emozionanti, trascorsa in una città meravigliosa, Vienna, in compagnia degli alunni di una classe della mia scuola.

    Una settimana fantastica, vissuta intensamente respirando a pieni polmoni l'aria frizzante di questa città, camminando incessantemente dal mattino alla sera, per visitare più luoghi, vivendo gioiosamente l'atmosfera elegante e raffinata delle strade, delle piazze, dei palazzi e delle vetrine dei negozi, soprattutto i caffè e le pasticcerie.

    Ma di questo vi parlerò in un altro momento.

    Ora voglio presentarvi le mie ultime tre pagnotte, cotte al mio ritorno da Vienna, utilizzando la mia nuova pietra refrattaria della Domital, PEPITA. Già ne possedevo una, ma col tempo si era macchiata, quindi ho optato per un'altra nuova di zecca, collaudata proprio con questo pane.

    Si tratta di un impasto con semole Senatore Cappelli e Saragolla, due grani antichi pregiati. macinati a pietra dal Molino Cofelice. Un pane saporito e profumato, con crosta croccante e mollica soffice, grazie proprio all'azione della pietra.

    Ecco come l'ho preparato.

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  • PANETTONCINI ALLA ZUCCA, ANCHE VEGAN

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    In questi giorni la zucca la fa da padrona, troneggia in tutte le frutterie e rallegra, con i suoi toni vivaci, le tavolate autunnali.

    E' un ortaggio molto versatile la zucca: la sua dolcezza si abbina perfettamente ai sapori intensi e decisi dei formaggi e dei salumi, ma si adatta molto bene anche ai dolci.

    Una delle utilizzazioni possibili è con i lievitati, sia dolci che salati: la zucca inserita nell'impasto di un pane o altro lievitato, lo ammorbidisce e gli dona colore.

    Questi panettoncini alla zucca sono nati da un tentativo di mettere a punto un lievitato dolce simile ad una brioche ma senza uova. Direi che ci sono riuscita, la purea di zucca riesce a sostituire le uova, sia nel colore sia nella morbidezza del prodotto.

    Così ho pensato anche ad una versione vegana, essendo molto semplice sostituire gli altri ingredienti.

    Dedico questa ricetta alla mia amica Giulia, da tempo le avevo promesso di provare una brioche vegana simile al panettone, ed ora posso finalmente affermare di aver mantenuto la promessa.

    Sono di semplice esecuzione questi panettoncini  ad un solo impasto, a differenza dei panettoni che richiedono due impasti, e più attenzione nella procedura, per via dell'alta percentuale di tuorli e burro.

    Ma la cosa straordinaria è che riescono a mantenersi morbidi per giorni, quasi come i panettoni. Provare per credere!

    L'uso del mix aromatico e della glassa del panettone contribuisce a ricordare il sapore del re dei lievitati.

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  • PANI DI SAPA DI FICO D'INDIA

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    Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei PANI DI SAPA, nell'ormai famoso Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è una sarda purosangue, Cristina Tiddia, è lei che ci racconta, nel suo articolo, le origini e le tradizioni molteplici intorno a questa ricetta della sua terra, che io adoro, e che ho già provato ed inserito qui nel blog due anni fa.

    Colgo questa occasione per ringraziare un'altra sarda purosangue, la mia cara amica Gabriela Pitzianti, bravissima cuoca e custode di antichi saperi. Gabriela mi ha dato la possibilità di scoprire il meraviglioso mondo delle tradizioni sarde, un patrimonio immenso. Cara Gabriela permettimi di dedicarti questo articolo, sperando di poter un giorno impastare insieme a te pani di sapa e altre ricette della tradizione sarda.

    La SAPA è un prodotto tipico di varie regioni, Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise.

    Nella mia regione, il Molise, viene chiamato MOSTO COTTO, in quanto prodotto da mosto appena pigiato, bollito per ore con bucce d'arancia, mele cotogne e diverse spezie. Dopo la cottura il mosto cotto si riduce moltissimo, da un quinto ad un decimo della quantità iniziale, divenendo denso e molto aromatico.

    Ricordo che da piccola mi piaceva gustarlo con la neve fresca, un sorbetto sopraffino!

    Anche il SANGUINACCIO si preparava con il mosto cotto, ne andavo ghiotta, lo preferivo alla nutella, e per una bambina è tutto dire!

    La sapa di fico d'india è tra le particolarità della cucina sarda.

    I frutti vengono raccolti nel mese di settembre, sbucciati e bolliti brevemente. A questo punto ne viene filtrato il liquido e cotto per diverse ore, in un pentolone di rame, insieme a bucce d'arancia e fiori di finocchietto selvatico.

    Quest'anno ho avuto occasione di acquistare la sapa di fico d'India direttamente da produttori sardi.

    Ho provato anche altri dolci con sapa, per esempio le tilicas, ma preferisco il pane, come ormai sapete, e questo pane dolce è proprio speciale, diverso da tutti gli altri.

    La ricetta che ho eseguito questa volta è leggermente diversa da quella precedente, ho aggiunto pochissima acqua, la sapa è l'ingrediente principale, così alla fine questi pani somigliano molto ad un panforte, per la ricchezza degli ingredienti.

    Vediamo come fare.

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  • PANINI ALL'OLIO CON ORZO ED ERBE AROMATICHE

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    Siamo nella settimana del Natale, un momento magico. Ci prepariamo ai pranzi e alle cene più sontuose dell'anno, ci dedichiamo agli ospiti e alla tavola, programmiamo menù nuovi ed originali, organizziamo con eleganza e buon gusto i decori natalizi e la tavola delle feste.

    Panettoni e pandori sono i protagonisti dei blog di cucina in questo periodo, gli appassionati fanno a gara a produrne sempre di più belli e buoni, sperimentando le ricette dei grandi maestri.

    Oltre ai dolci rituali, è bello presentare un pane centrotavola, o dei piccoli pani diversi dal solito.

    In questo blog ho già proposto diverse soluzioni per un centrotavola decorato, per esempio la ruota ungherese, oppure la treccia natalizia decorata, o ancora la margherita.

    La mia proposta di oggi parte da un'idea di tanto tempo fa, realizzata nel pane "corona d'alloro" e nel "pane di farina verna con decori": si tratta di piccoli pani segnaposto, molto semplici da realizzare.

    Ciò che li rende particolari è una foglia di erba aromatica sulla superficie, una tecnica semplice e d'effetto.

    Vediamo come realizzarli.

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  • PIZZA "MONDRIAN" PER MTCHALLENGE 58

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    Sono riuscita a preparare anche una seconda pizza per MTChallenge n.58, nonostante il poco tempo a mia disposizione. Ne sono soddisfatta.

    E' la pizza in teglia con lievito madre e con idratazione 70%, la terza delle tre ricette proposte dalla vincitrice della sfida n.57, Antonietta Golino del blog LA TRAPPOLA GOLOSA.

    Come già ho spiegato nel precedente post, solitamente mi preparo gli ingredienti per il condimento e poi mi lascio guidare dall'intuito, non sapendo cosa verrà fuori alla fine e realizzando magari una nuova idea, come in questo caso.

    L'idea che mi è balzata alla mente mi è stata ispirata dalle opere dell'artista Piet Mondrian: ho pensato di dividere il rettangolo della pizza in tanti settori quadrati o rettangolari, e di "colorarli" con gli ortaggi che avevo a disposizione.

    Per dividere i settori ho usato alghe arame, di colore nero, che casualmente avevo in casa.

    Come vedete dalle foto, ho riempito i settori con fiori di zucca, melanzane viola, peperoni rossi e gialli, pomodorini rossi ed arancioni, cipolle rosse (in realtà bianche e viola), asparagi e zucchine verdi. Dopo la cottura ho completato con patè di olive nere, fatto in casa, mozzarella di bufala ed erbe aromatiche.

    Ovviamente la cottura ha spento i vividi colori degli ortaggi crudi, ed è per questo che ho preferito la pizza cruda come prima foto, molto più brillante.

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  • PIZZA BIANCA QUASI ALLA ROMANA, CON PREFERMENTO DI SEMOLA

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    Mi sono finalmente decisa a pubblicare LA PIZZA BIANCA ALLA PALA. Da tempo mi ero ripromessa di farlo, ma questa particolare pizza, che a Roma tutti i forni vendono assieme al pane, era tra quegli articoli che giacciono in standby (e sono tanti!).

    Sono romana di adozione, ho vissuto a Roma la gran parte della mia vita, e questa è la pizza che il signor Bruno, mitico proprietario dell'alimentari di fronte casa mia, regalava a mio figlio, quando era piccolo, quando andavamo a fare la spesa. Un rito che si ripeteva quotidianamente, tagliare un pezzetto di pizza bianca e metterlo in mano ai bimbi più piccoli.

    E ora l'occasione per prepararla a casa è arrivata, la Giornata Nazionale della PIZZA BIANCA ALLA ROMANA, sul Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è Cristina Simonelli del blog Cucina Italiana e Dintorni. Vi rimando al suo articolo sul sito AIFB per le notizie storiche sulla vera pizza bianca romana, qui mi limiterò ad illustrarvi il mio esperimento.

    E così mi sono rimboccata le maniche ed ho impastato la pizza bianca QUASI alla romana col mio amato lievito madre. QUASI, perchè non pretendo di aver ottenuto un prodotto completamente rispondente al disciplinare della vera pizza bianca alla romana...ma a dire il vero il risultato mi ha soddisfatta moltissimo, e sinceramente le somigliava parecchio!

    Spero sia apprezzata anche da voi, provateci, è una vera goduria consumata tiepida, croccante fuori e morbida dentro!

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MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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