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pane

  • BÂTARD CON GRANO ARSO E SEMOLA INTEGRALE CAPPELLI

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    Queste Bâtard sono di qualche mese fa, ma visto che sono state molto apprezzate dai miei amici, ho deciso di pubblicare ricetta e procedimento.

    Esse testimoniano per l'ennesima volta quanto io sia attratta dalle eleganti forme francesi, e nello stesso tempo quanto ci tenga ad usare farine di ottima qualità, rigorosamente italiane.

    Questo connubio mi è ormai familiare!

    Il grano arso ha donato a questo impasto un insolito colore grigio scuro, molto bello, diverso da qualsiasi altra farina integrale. Ed anche l'aroma intenso, dovuto alla tostatura, è molto gradevole.

    Il grano arso non è altro che grano duro tostato e macinato, attualmente con procedimenti industriali.

    Il suo nome però deriva dall'abitudine di raccogliere i chicchi di grano, caduti a terra dalla mietitura, dopo la bruciatura delle stoppie. I contadini pugliesi evitavano, in questo modo, di acquistare grandi quantità di grano dai proprietari latifondisti, recuperandone una discreta quantità dai chicchi caduti in terra con la mietitura.

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  • FRESELLA O FRISELLA? DUE RICETTE PER UNA GUSTOSA CAPONATA

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    Nelle regioni dell’Italia meridionale, in particolare Puglia e Campania, la fresella, o frisella che dir si voglia, è un’istituzione, in particolare nella stagione calda, soprattutto come base per una fresca e gustosa caponata.

    Con il termine “caponata” si intende, tranne che in Sicilia, un piatto unico a base di freselle e pomodori.

    Ovviamente la ricetta può essere arricchita da cipolle fresche, olive, acciughe sotto sale o sott’olio, capperi ecc., ma la base è costituita da questo pane biscottato, solitamente a forma di ciambella, ammorbidito dall’acqua e dal liquido di vegetazione del pomodoro. Non dimentichiamo ovviamente di condire il tutto con profumato basilico e dell'ottimo olio extravergine. La semplice fresella esalterà il gusto e il profumo del condimento con cui si accompagna.

    La principale virtù di questo semplicissimo pane biscottato è la lunga durata, la possibilità di essere conservato per tanto tempo. La sua peculiarità è quella di essere privo di grassi, diversamente da crackers e grissini. E’ infatti impossibile consumarlo senza la “spugnatura”.

    I marinai ne hanno sempre fatto largo uso, consumandola al posto del pane fresco, che non potevano permettersi, e spugnandola con l'acqua di mare.

    Vi propongo due ricette, con lievito madre o lievito di birra: la prima si avvicina alla ricetta tradizionale, senza grassi, la seconda prevede l’aggiunta di erbe aromatiche e di un’emulsione di acqua e olio.

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  • GIORNATA MONDIALE DEL PANE 2016: IL PANE RITUALE DI SAN GIUSEPPE IN SICILIA

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    Non ho sbagliato data, oggi è il 16 ottobre e non il 19 marzo.

    Ma il pane votivo tradizionale che si prepara in molti paesi della Sicilia in occasione della festa di San Giuseppe, merita di essere citato proprio oggi, Giornata Mondiale del Pane. Quale migliore occasione per rendere omaggio ad una tradizione così bella e particolare, così intensamente sentita, così autentica e fortemente radicata  nella vita delle comunità, come quella dei pani di San Giuseppe?

    Oggi si festeggia la Giornata Mondiale del Pane, in casa AIFB abbiamo dedicato al PANE una speciale GIORNATA NAZIONALE, sul Calendario del Cibo Italiano, e anche la Settimana del Pane. Le due Ambasciatrici sono rispettivamente Sonia Nieri Turini, del blog QUATTRO PASSI IN CUCINA, e Valentina Venuti del blog NONDISOLOPANE.

    Che altro dire, chi mi segue mi conosce come una Fornarina scatenata, ogni parola sarebbe superfua...per chi non mi conosce mi presento brevemente, dicendo solo che una delle mie passioni più forti e costanti nel tempo è quella di fare il pane. Amo approfondire metodi, tecniche, storia e tradizioni. Mi piace impastare, mi piace leggere storie di pane, mi piace viaggiare alla scoperta degli innumerevoli tipi di pane esistenti al mondo, con le storie dei popoli ad essi connesse.

    In Italia esistono centinaia di tipi diversi di pane, alcuni di essi hanno ottenuto riconoscimenti DOP e seguono un rigido disciplinare dettato da una tradizione centenaria.

    E' straordinario e affascinante il fatto che si riesca ad ottenere prodotti così diversi con quattro semplici ingredienti: farina, acqua, lievito e sale. Questo è il miracolo del pane!

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  • GIORNATA NAZIONALE DEI GRANI ANTICHI: PANE CON FARINA DI GRANO TENERO BIANCHETTA E CHICCHI DI GRANO DURO SARAGOLLA

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    Oggi si festeggia la Giornata Nazionale dei Grani Antichi sul Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'Ambasciatrice di oggi è Candida De Amicis del blog "mmm...buonissimo!"

    Quale migliore occasione per una, come me, che da anni sostiene le piccole produzioni di cereali di antiche varietà? Sono felice di tornare a parlare di questo argomento, già trattato in un mio precedente articolo a cui vi rimando.

    Da quando ho pubblicato quell'articolo è passato del tempo, ma la curiosità sull'argomento è cresciuta, assieme alla consapevolezza dei coltivatori e dei consumatori.

    Sembra sia diventata una moda parlare di grani antichi, ma secondo me non è così. Bisogna solo capire di cosa si parla, cosa si vuole intendere col termine "antico" riferito ai cereali.

    Vogliamo partire dalle origini? Tornare indietro di 10.000 anni, quando l'uomo iniziò ad addomesticare alcune piante e a coltivarle? Bene, facciamolo.

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  • PANE SEMINTEGRALE DI SEMOLA CAPPELLI E SARAGOLLA

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    Eccomi di nuovo con voi, dopo una settimana densa di eventi emozionanti, trascorsa in una città meravigliosa, Vienna, in compagnia degli alunni di una classe della mia scuola.

    Una settimana fantastica, vissuta intensamente respirando a pieni polmoni l'aria frizzante di questa città, camminando incessantemente dal mattino alla sera, per visitare più luoghi, vivendo gioiosamente l'atmosfera elegante e raffinata delle strade, delle piazze, dei palazzi e delle vetrine dei negozi, soprattutto i caffè e le pasticcerie.

    Ma di questo vi parlerò in un altro momento.

    Ora voglio presentarvi le mie ultime tre pagnotte, cotte al mio ritorno da Vienna, utilizzando la mia nuova pietra refrattaria della Domital, PEPITA. Già ne possedevo una, ma col tempo si era macchiata, quindi ho optato per un'altra nuova di zecca, collaudata proprio con questo pane.

    Si tratta di un impasto con semole Senatore Cappelli e Saragolla, due grani antichi pregiati. macinati a pietra dal Molino Cofelice. Un pane saporito e profumato, con crosta croccante e mollica soffice, grazie proprio all'azione della pietra.

    Ecco come l'ho preparato.

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  • PANI DI SAPA DI FICO D'INDIA

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    Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei PANI DI SAPA, nell'ormai famoso Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è una sarda purosangue, Cristina Tiddia, è lei che ci racconta, nel suo articolo, le origini e le tradizioni molteplici intorno a questa ricetta della sua terra, che io adoro, e che ho già provato ed inserito qui nel blog due anni fa.

    Colgo questa occasione per ringraziare un'altra sarda purosangue, la mia cara amica Gabriela Pitzianti, bravissima cuoca e custode di antichi saperi. Gabriela mi ha dato la possibilità di scoprire il meraviglioso mondo delle tradizioni sarde, un patrimonio immenso. Cara Gabriela permettimi di dedicarti questo articolo, sperando di poter un giorno impastare insieme a te pani di sapa e altre ricette della tradizione sarda.

    La SAPA è un prodotto tipico di varie regioni, Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise.

    Nella mia regione, il Molise, viene chiamato MOSTO COTTO, in quanto prodotto da mosto appena pigiato, bollito per ore con bucce d'arancia, mele cotogne e diverse spezie. Dopo la cottura il mosto cotto si riduce moltissimo, da un quinto ad un decimo della quantità iniziale, divenendo denso e molto aromatico.

    Ricordo che da piccola mi piaceva gustarlo con la neve fresca, un sorbetto sopraffino!

    Anche il SANGUINACCIO si preparava con il mosto cotto, ne andavo ghiotta, lo preferivo alla nutella, e per una bambina è tutto dire!

    La sapa di fico d'india è tra le particolarità della cucina sarda.

    I frutti vengono raccolti nel mese di settembre, sbucciati e bolliti brevemente. A questo punto ne viene filtrato il liquido e cotto per diverse ore, in un pentolone di rame, insieme a bucce d'arancia e fiori di finocchietto selvatico.

    Quest'anno ho avuto occasione di acquistare la sapa di fico d'India direttamente da produttori sardi.

    Ho provato anche altri dolci con sapa, per esempio le tilicas, ma preferisco il pane, come ormai sapete, e questo pane dolce è proprio speciale, diverso da tutti gli altri.

    La ricetta che ho eseguito questa volta è leggermente diversa da quella precedente, ho aggiunto pochissima acqua, la sapa è l'ingrediente principale, così alla fine questi pani somigliano molto ad un panforte, per la ricchezza degli ingredienti.

    Vediamo come fare.

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  • PANINI ALL'OLIO CON ORZO ED ERBE AROMATICHE

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    Siamo nella settimana del Natale, un momento magico. Ci prepariamo ai pranzi e alle cene più sontuose dell'anno, ci dedichiamo agli ospiti e alla tavola, programmiamo menù nuovi ed originali, organizziamo con eleganza e buon gusto i decori natalizi e la tavola delle feste.

    Panettoni e pandori sono i protagonisti dei blog di cucina in questo periodo, gli appassionati fanno a gara a produrne sempre di più belli e buoni, sperimentando le ricette dei grandi maestri.

    Oltre ai dolci rituali, è bello presentare un pane centrotavola, o dei piccoli pani diversi dal solito.

    In questo blog ho già proposto diverse soluzioni per un centrotavola decorato, per esempio la ruota ungherese, oppure la treccia natalizia decorata, o ancora la margherita.

    La mia proposta di oggi parte da un'idea di tanto tempo fa, realizzata nel pane "corona d'alloro" e nel "pane di farina verna con decori": si tratta di piccoli pani segnaposto, molto semplici da realizzare.

    Ciò che li rende particolari è una foglia di erba aromatica sulla superficie, una tecnica semplice e d'effetto.

    Vediamo come realizzarli.

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MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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