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  • BRIOCHES SALATE DI PURA SEMOLA CON PARMIGIANO E PISTACCHI

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    Oggi vi propongo un gustoso lievitato rustico, ideale per la Pasquetta, simile nella composizione e nel sapore alla pizza umbra al formaggio, ma più delicato, senza uova e con sola semola. L'acceso colore giallo di queste brioches è infatti dovuto esclusivamente alla semola.

    Ho scelto naturalmente la mia semola preferita, LA MOLISANA, che utilizzo spesso per pane, pasta fresca e anche dolci.

    Ho abbinato parmigiano e pistacchi interi, ottenendo anche un gradevole contrasto cromatico, oltre che un sapore molto particolare, adoro i pistacchi.

    Vi invito a provare questa ricetta, sono sicura che rimarrete soddisfatti per la morbidezza della mollica e per il sapore buonissimo ma allo stesso tempo delicato.

    La procedura è abbastanza semplice e la lievitazione piuttosto rapida, considerando che ho usato un prefermento fatto con lievito madre. Ovviamente potete sostituirlo con un prefermento a base di lievito di birra, oppure direttamente con la stessa quantità di lievito madre, ricalibrando l'acqua nell'impasto.

    Il mio prefermento, nelle dosi sotto indicate, ha impiegato 3 ore per raddoppiare.

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  • COME UTILIZZARE AVANZI DI LIEVITO MADRE E ALBUMI

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    Eccoci tornati alla normalità, dopo due settimane di festeggiamenti, durante le quali abbiamo imbandito le nostre tavole con le ricche preparazioni natalizie, come vuole la tradizione.

    E non a caso questa è la SETTIMANA DEGLI AVANZI, la prima del grande CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO proposto da AIFB, Associazione Italiana Food Blogger.

    Il CALENDARIO si articola in 366 Giornate Nazionali e 52 settimane, ognuna dedicata ad un piatto o ad un ingrediente o ad una tematica specifica.

    Vi invito a leggere l'interessante articolo dell'Ambasciatrice Cinzia Martellini Cortella, che ci espone questo argomento di grande attualità, ci fornisce tanti suggerimenti per evitare sprechi e ci racconta come innumerevoli piatti della tradizione nascano proprio dalla necessità del riutilizzo.

    E anche molte Giornate Nazionali ci propongono tipici piatti basati sul recupero degli avanzi: canederli, riso al salto, involtini di verza, polpette.

    Con grande piacere colgo al volo questa occasione per raccontarvi qualche mia buona abitudine, in particolare per non buttare il lievito madre e l'albume d'uovo.

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  • LA PIZZA NAPOLETANA, TEORIA E PRATICA

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    Oggi è la festa di San Gennaro, e in casa AIFB festeggiamo con la pizza napoletana!

    La sottoscritta è lietissima e onoratissima di essere l’ambasciatrice, assieme a Cinzia Martellini Cortella, di questa importante Giornata Nazionale del Calendario del Cibo Italiano.

    Per leggere l’articolo completo collegatevi al sito AIFB, dove troverete la storia della pizza e la tecnica di preparazione.

    Pizzeria Lombardi una foto storica

  • PANBAULETTO O FETTE BISCOTTATE CON NOCCIOLE E UVETTA

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    Chi mi segue sa bene che spesso preparo le fette biscottate. Il primo motivo è che si tratta di un prodotto che si conserva a lungo, il secondo motivo è che questa preparazione mi permette di utilizzare il lievito madre, che spesso abbonda nel mio frigo. Il lievito madre esige un uso costante e rinfreschi frequenti per vivere nelle migliori condizioni. Dunque consiglio a chi ha deciso di curare un lievito madre di spaziare il più possibile nella vasta gamma di prodotti che si possono preparare, oltre al pane.

    In questo caso avevo anche molti albumi, avanzati da preparazioni dolci che richiedono solo tuorli. Ho già sperimentato una ricetta calibrata con albumi anzichè uova intere. In questo caso ho arricchito la ricetta con nocciole e uvetta, una vera delizia! Buonissimo anche il semplice panbauletto senza tostatura. A voi la scelta. Fette biscottate o panbauletto, in ogni caso vi aiuteranno ad iniziare la giornata con la giusta energia.

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  • PANE SEMINTEGRALE DI SEMOLA CAPPELLI E SARAGOLLA

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    Eccomi di nuovo con voi, dopo una settimana densa di eventi emozionanti, trascorsa in una città meravigliosa, Vienna, in compagnia degli alunni di una classe della mia scuola.

    Una settimana fantastica, vissuta intensamente respirando a pieni polmoni l'aria frizzante di questa città, camminando incessantemente dal mattino alla sera, per visitare più luoghi, vivendo gioiosamente l'atmosfera elegante e raffinata delle strade, delle piazze, dei palazzi e delle vetrine dei negozi, soprattutto i caffè e le pasticcerie.

    Ma di questo vi parlerò in un altro momento.

    Ora voglio presentarvi le mie ultime tre pagnotte, cotte al mio ritorno da Vienna, utilizzando la mia nuova pietra refrattaria della Domital, PEPITA. Già ne possedevo una, ma col tempo si era macchiata, quindi ho optato per un'altra nuova di zecca, collaudata proprio con questo pane.

    Si tratta di un impasto con semole Senatore Cappelli e Saragolla, due grani antichi pregiati. macinati a pietra dal Molino Cofelice. Un pane saporito e profumato, con crosta croccante e mollica soffice, grazie proprio all'azione della pietra.

    Ecco come l'ho preparato.

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  • PANI DI SAPA DI FICO D'INDIA

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    Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei PANI DI SAPA, nell'ormai famoso Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è una sarda purosangue, Cristina Tiddia, è lei che ci racconta, nel suo articolo, le origini e le tradizioni molteplici intorno a questa ricetta della sua terra, che io adoro, e che ho già provato ed inserito qui nel blog due anni fa.

    Colgo questa occasione per ringraziare un'altra sarda purosangue, la mia cara amica Gabriela Pitzianti, bravissima cuoca e custode di antichi saperi. Gabriela mi ha dato la possibilità di scoprire il meraviglioso mondo delle tradizioni sarde, un patrimonio immenso. Cara Gabriela permettimi di dedicarti questo articolo, sperando di poter un giorno impastare insieme a te pani di sapa e altre ricette della tradizione sarda.

    La SAPA è un prodotto tipico di varie regioni, Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise.

    Nella mia regione, il Molise, viene chiamato MOSTO COTTO, in quanto prodotto da mosto appena pigiato, bollito per ore con bucce d'arancia, mele cotogne e diverse spezie. Dopo la cottura il mosto cotto si riduce moltissimo, da un quinto ad un decimo della quantità iniziale, divenendo denso e molto aromatico.

    Ricordo che da piccola mi piaceva gustarlo con la neve fresca, un sorbetto sopraffino!

    Anche il SANGUINACCIO si preparava con il mosto cotto, ne andavo ghiotta, lo preferivo alla nutella, e per una bambina è tutto dire!

    La sapa di fico d'india è tra le particolarità della cucina sarda.

    I frutti vengono raccolti nel mese di settembre, sbucciati e bolliti brevemente. A questo punto ne viene filtrato il liquido e cotto per diverse ore, in un pentolone di rame, insieme a bucce d'arancia e fiori di finocchietto selvatico.

    Quest'anno ho avuto occasione di acquistare la sapa di fico d'India direttamente da produttori sardi.

    Ho provato anche altri dolci con sapa, per esempio le tilicas, ma preferisco il pane, come ormai sapete, e questo pane dolce è proprio speciale, diverso da tutti gli altri.

    La ricetta che ho eseguito questa volta è leggermente diversa da quella precedente, ho aggiunto pochissima acqua, la sapa è l'ingrediente principale, così alla fine questi pani somigliano molto ad un panforte, per la ricchezza degli ingredienti.

    Vediamo come fare.

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  • PIZZA BIANCA QUASI ALLA ROMANA, CON PREFERMENTO DI SEMOLA

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    Mi sono finalmente decisa a pubblicare LA PIZZA BIANCA ALLA PALA. Da tempo mi ero ripromessa di farlo, ma questa particolare pizza, che a Roma tutti i forni vendono assieme al pane, era tra quegli articoli che giacciono in standby (e sono tanti!).

    Sono romana di adozione, ho vissuto a Roma la gran parte della mia vita, e questa è la pizza che il signor Bruno, mitico proprietario dell'alimentari di fronte casa mia, regalava a mio figlio, quando era piccolo, quando andavamo a fare la spesa. Un rito che si ripeteva quotidianamente, tagliare un pezzetto di pizza bianca e metterlo in mano ai bimbi più piccoli.

    E ora l'occasione per prepararla a casa è arrivata, la Giornata Nazionale della PIZZA BIANCA ALLA ROMANA, sul Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è Cristina Simonelli del blog Cucina Italiana e Dintorni. Vi rimando al suo articolo sul sito AIFB per le notizie storiche sulla vera pizza bianca romana, qui mi limiterò ad illustrarvi il mio esperimento.

    E così mi sono rimboccata le maniche ed ho impastato la pizza bianca QUASI alla romana col mio amato lievito madre. QUASI, perchè non pretendo di aver ottenuto un prodotto completamente rispondente al disciplinare della vera pizza bianca alla romana...ma a dire il vero il risultato mi ha soddisfatta moltissimo, e sinceramente le somigliava parecchio!

    Spero sia apprezzata anche da voi, provateci, è una vera goduria consumata tiepida, croccante fuori e morbida dentro!

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  • TARALLI DI SEMOLA "AGLIO, OLIO E PEPERONCINO"

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    Oggi ricorre la Giornata Nazionale dei TARALLI, l’Ambasciatrice per il Calendario Nazionale del Cibo Italiano è Antonella Eberlin del blog CUCINO IO. E' lei che ci racconta la storia e le origini di questo amatissimo snack, ormai internazionale.

    Si tratta di un prodotto diffuso in tutto il meridione d’Italia, riconosciuto ormai nella lista dei Prodotti Agroalimenmtari Tradizionali Italiani dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

    Chi di noi non li ha mai mangiati? Impossibile direi, le tipologie sono davvero innumerevoli, sia nella versione salata che dolce.

    Questi snack gustosi e friabili, piccoli o grandi, accompagnano la nostra giornata come ottimi sostituti di un panino, allontanando la fame.

    Come tante preparazioni della cucina tradizionale italiana, nascono anch’essi dalla necessità di riutilizzare gli avanzi. In questo caso si tratta di avanzi dell’impasto del pane, cui veniva aggiunta la sugna (strutto) e semi di finocchio o qualche erba aromatica. Trattandosi di un cibo secco, la conservabilità è alta, e questo è davvero un grande vantaggio.

    In questo blog esiste già un articolo sui taralli, una ricetta con segale e semi di finocchio ormai collaudata.

    Altre versioni ho provato nel tempo, quella che vorrei proporvi oggi si avvicina alla tradizione pugliese in quanto prevede l’uso della semola e dell’olio extravergine, senza strutto ne’ burro.

    E un altro ingrediente ricorda la Calabria: il peperoncino. In questo caso ho voluto fare il verso agli spaghetti aglio, olio e peperoncino, e vi assicuro che il sapore di questi taralli fa ricordare e quasi assaporare questo piatto.

    Ho evitato il vino bianco, previsto nell’altra ricetta, per esaltare invece il sapore di aglio e peperoncino.

    Ora vi spiego come ho proceduto per la preparazione.

MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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