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Ricette preferite

  • "SUMMER MEMORIES" NAKED CAKE

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    Siete tra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché "Parigi val bene una mousse"?

    Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a "specchio specchio delle mie brame" iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?

    E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo inizi con "I have a cream"?

    Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.

    Ed io sarò presente, come lo scorso anno, ma con tanti motivi in più.

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  • BÂTARD ALLA BIRRA DOPPIO MALTO /BÂTARD WITH DOUBLE MALT BEER

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    Ancora una volta vi propongo un pane nato dalla combinazione di ottime farine integrali e semintegrali, racchiuse in una tradizionale forma francese.

    “Bâtard” vuol dire bastardo, una forma più stretta e tozza della nobile baguette, ma molto simile nella lavorazione.

    La particolarità di questa ricetta è comunque la sostituzione di una parte dell’acqua necessaria per l’impasto, con ottima birra doppio malto, che rilascia al pane un bel colore ambrato, una spiccata aromaticità ed un gusto davvero eccezionale.

    Qui di seguito la ricetta con le dosi da me utilizzate, per ottenere quattro pani di circa 400 grammi, considerando ovviamente la perdita di peso in cottura.

    Io mi sono divertita ad incidere in modo diverso le quattro Bâtard.

    Ecco la ricetta, se per voi è troppo, dimezzate le dosi.

     

    A very special taste , a dark amber color and a traditional French shape characterize these loaves. The secret is to use good flour and a beer of excellent quality , with a strong aroma. Try and see!

    Once again I propose a bread created by the combination of excellent Italian flour, shaped in a traditional French form .

    " Bâtard " means bastard , a form shorter and squatter than the noble baguette, but very similar in processing.

    The particularity of this bread is replacing some of the water needed for the dough , with excellent beer, which gives the bread a nice amber color, a spicy aroma and a taste really great.

    Below is the recipe with the doses I used to get four loaves of 400 grams, considering of course the weight loss during cooking .

    I enjoyed scoring in different ways the four Bâtard .

    Here's the recipe , if it’s too much for you, halve the doses.

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  • BÂTARD CON GRANO ARSO E SEMOLA INTEGRALE CAPPELLI

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    Queste Bâtard sono di qualche mese fa, ma visto che sono state molto apprezzate dai miei amici, ho deciso di pubblicare ricetta e procedimento.

    Esse testimoniano per l'ennesima volta quanto io sia attratta dalle eleganti forme francesi, e nello stesso tempo quanto ci tenga ad usare farine di ottima qualità, rigorosamente italiane.

    Questo connubio mi è ormai familiare!

    Il grano arso ha donato a questo impasto un insolito colore grigio scuro, molto bello, diverso da qualsiasi altra farina integrale. Ed anche l'aroma intenso, dovuto alla tostatura, è molto gradevole.

    Il grano arso non è altro che grano duro tostato e macinato, attualmente con procedimenti industriali.

    Il suo nome però deriva dall'abitudine di raccogliere i chicchi di grano, caduti a terra dalla mietitura, dopo la bruciatura delle stoppie. I contadini pugliesi evitavano, in questo modo, di acquistare grandi quantità di grano dai proprietari latifondisti, recuperandone una discreta quantità dai chicchi caduti in terra con la mietitura.

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  • BRIOCHES COL TUPPO AL GUSTO DI CANNOLO SICILIANO

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    La brioche col tuppo è tipica siciliana, si può trovare facilmente in tutta l'isola, anche nei piccoli caffè.

    D'estate viene servita con gelato o granita, di solito al mattino per colazione.

    Personalmente la brioche col tuppo mi ricorda la splendida Taormina, con le sue stupende pasticcerie ed i suoi eleganti caffè.

    Il rito della colazione con granita di caffè e brioche avveniva molto presto al mattino, prima di scendere in spiaggia all'Isola Bella o in altre spiagge vicine.

    Quella granita era un toccasana per contrastare la gran calura, e la golosa e morbida brioche, freschissima, costituiva una discreta dose di energia per affrontare la giornata al mare. Una brioche buona e indimenticabile, con quella forma così buffa.

    Oggi si festeggia proprio questa particolare brioche sul Calendario del Cibo Italiano: Giornata Nazionale della Brioche col tuppo, rappresentata dall'ambasciatrice Alessandra Gabrielli del blog MENTA E SALVIA.

    Per l'occasione ho pensato di presentare un mio esperimento di brioche col tuppo, con un impasto un po' particolare: queste brioches sono più sicule delle autentiche brioches col tuppo, per la presenza di ingredienti che richiamano il gusto del cannolo siciliano, altro must della pasticceria sicula.

    Anzitutto c'è la ricotta, poi un richiamo agli agrumi costituito da uno sciroppo aromatizzato e un mix aromatico a base di canditi fatti in casa, infine il cacao che contrasta con la dolcezza di ricotta e agrumi.

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  • CAROSELLI MOLISANI

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    Oggi è la festa della mamma, dedico questo articolo alla mia mamma che non c'è più, ed ho scelto per l'occasione una preparazione che le piaceva molto e che mi ha tramandato, e che a sua volta le è stata tramandata dalla sua mamma.

    Dedico questo articolo anche alle mie due nonne, di cui porto un tenero ricordo, e mi piace molto abbandonarmi all’onda emotiva dei sentimenti e delle nostralgie, ripensando a quei momenti felici e spensierati.

    Mi piace ripercorrere i loro antichi gesti rivivendo la ritualità delle feste.

    Mi reca grande gioia e soddisfazione poter ricordare le mamme e le nonne attraverso ricette e preparazioni che significano "prendersi cura" di qualcuno, dei figli e dei nipoti, e trasmettere amore.

    Sono particolarmente legata ai caroselli, speciali brioches decorate con le uova, ricetta tradizionale regionale che in Molise si prepara in particolar modo nel periodo pasquale, ma in genere in primavera, quando la produzione di uova è abbondante.

    La ricetta delle mie nonne mi porta inevitabilmente indietro nel tempo, quando ero bambina e attendevo la Pasqua con ansia, insieme ai cuginetti, perché le nonne non ci regalavano le uova di cioccolato, ma i caroselli.

    Utilizzavano ovviamente solo lievito madre, come per il pane, e, prima di procedere alla preparazione dei caroselli e degli altri lievitati, avevano cura di rinfrescare spesso il lievito.

    In paese succedeva spesso che se lo scambiassero con i vicini di casa, non c’era il pericolo di rimanerne senza. Il senso della comunità si poteva riconoscere anche in questi piccoli gesti.

    La mia mamma e le mie nonne lavoravano dalla settimana precedente alla Pasqua per impastare i caroselli e cuocerli nel forno a legna, ne facevano una gran quantità per regalarli anche ad amici e parenti.

    Ma a noi nipoti erano riservati quelli speciali, personalizzati: ricordo che le nonne avevano speciali forme di giunchi intrecciati che venivano ricoperte di pasta e decorate con le uova, di cui fungevano da sostegno.

    Somigliavano a cestini di uova, erano bellissimi. Dispiaceva mangiarli!

    Un'ultima curiosità: nel dialetto del mio piccolo paese, Jelsi, che si trova nel Molise, la parola "carosello" vuol dire "salvadanaio di coccio", che veniva regalato ai bambini anche per insegnare loro il concetto di risparmio.

    E' una coincidenza che indica a mio parere una sovrapposizione di significati. Ma lascio questa indagine agli esperti!

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  • CHALLAH

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    Come avrete ormai capito, la mia passione è il pane, di tutte le forme e tradizioni. Su consiglio della mia amica Barbara ho acquistato ultimamente un fantastico libro, che mi ha aperto nuovi orizzonti: “BREAD - A BAKER’S BOOK OF TECNIQUES AND RECIPES” di Jeffrey Hamelman, un grande maestro dell’arte bianca. Si tratta di un testo adatto a chi ha già un po’ di pratica con i lievitati, ma non necessariamente un professionista.

    La parte teorica è completa e spiegata in linguaggio chiaro e comprensibile, pur se in inglese, le ricette sono numerose, tutte molto interessanti, ma ciò che ha catalizzato immediatamente la mia attenzione è la parte dedicata ai pani intrecciati e decorativi.

    La prima volta ho voluto provare l’impasto delle challah, un pane tradizionale ebraico, a forma di treccia, che accompagna lo shabbat e le feste.Originariamente da questo pane si usava prelevare una parte che veniva offerta al sacerdote. Ancor oggi si preleva comunque un pezzetto dell’impasto che viene messo da parte, bruciato in forno e non consumato.
    Le challah sono sempre presenti in coppia sulla tavola delle feste, a simbolo della doppia porzione di manna che Dio elargiva agli israeliti nel deserto alla vigilia del sabato e delle feste.
    Vediamo ora l’ottima formula di Hamelman, che riporto qui in forma originale, poi vi dirò le piccole variazioni che mi sono permessa di apportare.

     

    As you may have realized by now , my passion is bread, of all forms and traditions. As suggested by my friend Barbara , I recently bought a fantastic book, which has opened up new horizons : " BREAD - A BAKER 'S BOOK OF RECIPES AND TECNIQUES " by Jeffrey Hamelman , a great master of the art of baking . It is a text suitable for those who already have a little practice with the leavened pastry, but not necessarily professionals.

    The theoretical part is complete and explained in clear and understandable language , the recipes are numerous , all very interesting , but what has captured my attention immediately is the part dedicated to the braided and decorative breads .

    The first time I wanted to try the dough of the challah, a traditional Jewish bread , shaped like a braid , which accompanies the Shabbath and the holidays. Originally, from the bread it was used to take a portion that was offered to the priest. Even today , however, the Jewesh pick up a piece of the dough that is put aside, burned in the oven and not consumed.

     

    The challahs are always present in pairs on the table of the festivities, on the Eve of the Shabbath and in the holidays, a symbol of the double portion of manna that God handed out to the Israelites in the desert.

    Let's see now the excellent Hamelman’s formula , which I reproduce here in its original form, then I will tell you the small changes that I allowed myself to make .

  • COLOMBA AL MANDARINO

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    Anche quest'anno è arrivato il momento della preparazione della COLOMBA PASQUALE, divenuta ormai una tradizione a casa mia per la Pasqua, assieme a pastiere, casatielli e caroselli molisani.

    Con grande gioia sono qui a celebrare la GIORNATA NAZIONALE DELLA COLOMBA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO firmato AIFB.

    l'Ambasciatrice di oggi è la bravissima Tiziana Bontempi, molto esperta in lievitati e davvero appassionata, come me d'altronde. Il suo ricco blogconta moltissimi articoli di pane e altri lievitati, compresi i più importanti, cioè la colomba e il panettone.

    Ed è proprio dal panettone che la colomba ha origine, lanciata sul mercato dall'industria dolciaria per pure esigenze produttive, e divenuta presto un simbolo pasquale per ogni famiglia italiana.

    Da quando preparo la colomba a casa tutto è cambiato, non riesco a farne a meno, e i miei familiari e amici se l'aspettano sempre. La scelta delle materie prime fa la differenza. Dunque è possibile ottenere un ottimo prodotto, se osserviamo la giusta procedura che vale anche per il panettone e gli altri grandi lievitati.

    Ho già illustrato le fasi della lavorazione della colomba in questo articolo del mio blog.

    Ho testato tante ricette nel corso degli anni, tutte ottime e ben calibrate. Vi ripropongo la ricetta del Maestro Rolando Morandin, alla quale ho apportato qualche leggera modifica, soprattutto nell'uso delle sospensioni.

    Come ogni inverno anche quest'anno ho preparato i canditi, ed ho candito anche le scorze dei mandarini, che adoro letteralmente. Hanno un profumo ineguagliabile e un aroma inconfondibile. Forse è l'agrume che amo di più.

    Dunque la novità è una profumatissima colomba al mandarino! Un semplice tocco per una colomba diversa, davvero speciale!

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  • COLOMBA PASQUALE: DUE RICETTE A CONFRONTO

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    Non c’è Pasqua senza la colomba, come non c’è Natale senza il panettone.

    Grazie soprattutto all’industria dolciaria, e al conseguente consumo di massa, la colomba trova posto in ogni pranzo pasquale in tutte le famiglie italiane.

    Ma cosa c’è di meglio della colomba artigianale, magari preparata proprio con le nostre mani?

    Certo non è affatto facile, come per il panettone e gli altri grandi lievitati, richiede tanta pazienza, esperienza, un lievito madre bene in forza, e tanta fatica!

    Bisogna prevedere due giorni liberi se ci si vuole impegnare in questa preparazione, sappiamo che i lievitati con lievito madre non hanno tempi certi, bisogna essere quindi molto disponibili, e controllare da vicino la lievitazione.

    Quest’anno ho preparato un buon numero di colombe, seguendo la ricetta del Maestro Iginio Massari, già a me nota, e testando una ricetta per me nuova, quella del Maestro Rolando Morandin.

    Per me è stata una vera sorpresa! La lievitazione è risultata molto più rapida nei tempi e anche più evidente nel rapporto peso-volume. Una vera forza della natura!

    Vi propongo entrambe, cercando di confrontarle e di analizzarne le caratteristiche peculiari, le differenze, i pregi…. i difetti, se ci sono, dipendono esclusivamente da me, che sono una pasticciera dilettante!

    Sono entrambe ottime, d’altronde è prevedibile, trattandosi di grandi Maestri della pasticceria.

    La foto in copertina si riferisce alle due colombe Morandin, mentre quella qui in basso alle colombe Massari.

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  • CRACKERS CON CECI E CREMA TAHIN

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    Da tempo volevo realizzare dei crackers con pochi grassi e nello stesso tempo friabili, così ho pensato a questa combinazione di ingredienti.

    I ceci lessati donano sapore rendendo i crackers  anche molto nutrienti.

    La crema tahin crea un’ottima friabilità, simile a quella che si ottiene quando si utilizza lo strutto, con il vantaggio dell’assenza totale di grassi animali.

    Infine i semi di sesamo, in abbinamento alla crema tahin, e il rosmarino, il tocco profumato che rende il cracker molto gradevole e gustoso.

    La combinazione di farine da me scelta non è obbligatoria, verna e farro possono essere sostituiti da una farina semintegrale, tipo 2 per esempio, magari macinata a pietra, o da altre che avete in casa e che più vi piacciono.

    Bisogna solo essere attenti a regolare l’acqua, le farine assorbono i liquidi in modo molto diverso.

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  • CROSTATA FRANGIPANE ALL'AMARENA

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    E' tra le crostate che preparo con maggiore frequenza questa con ripieno frangipane e amarene. Si tratta di una ricetta del grande Luca Montersino, leggermente modificata da me. Ho infatti sostituito la base di sfoglia con una frolla di farro integrale e mandorle. La nota amarognola è conferita dalle amarene e dalle mandorle amare nel ripieno frangipane.

    E' un dolce dalla consistenza morbida, pur trattandosi di una crostata, e dai profumi intensi e decisi degli ingredienti contenuti, farina di farro integrale, mandorle, amarene.

    Vediamo come prepararla.

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  • DANUBIO SEMINTEGRALE DECORATO

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    Il danubio è un lievitato costituito da tanti panini accostati tra loro, ripieni di salumi, provola o altri formaggi, oppure verdure, insomma quello che più vi piace. Spesso si trova anche nella versione dolce, ripieno di creme o marmellate. Ma la versione salata è quella più diffusa soprattutto a Napoli.

    Il nome ci riporta all'Impero Austroungarico, con cui sicuramente il Regno delle due Sicilie aveva scambi commerciali e culturali. L'ipotesi sull'origine del danubio si perde tra storia e leggenda, come sempre. L'ha inventato la zia materna di origini austriache del famoso pasticciere Mario Scaturchio? E' stato inventato nel 1768 da cuochi viennesi, in occasione delle nozze tra Ferdinando I e Maria Carolina di Asburgo-Lorena? E' simpatico perdersi nell'aneddotica intorno alle vere origini di un piatto.
    In realtà esiste un dolce boemo chiamato “buchteln”, una brioche molto simile al danubio ma ripiena di “powidl”, una composta di prugne ottenuta dalla cottura di prugne dolci e mature senza l'aggiunta di zucchero.

    Come sempre avviene, e come ho accennato sia per lo strudel sia per il babà, dall’incontro di diverse tradizioni culinarie, veicolate in questo caso da cuochi viennesi, ungheresi e napoletani, e dei saporiti prodotti tipici del territorio partenopeo, nasce il danubio, la cui forma è la stessa del “Buchteln”.

    Benvenuta sia la contaminazione culturale!

    La mia versione del danubio presenta alcune varianti, in primis l'uso di farine non convenzionali, di un ripieno vegetariano e di una decorazione di semi diversi per creare un po' di colore, che a me mette allegria, e dona anche di sapore.

    Vediamo come farlo.

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  • FOCACCIA PUGLIESE AD ALTA IDRATAZIONE

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    Questa focaccia è nata per caso, come tante mie preparazioni.

    Qualche settimana fa mi aveva invitato la mia carissima amica Rosalisa nella sua bella casa di campagna, per un minicorso che prevedeva la preparazione della crostata frangipane all'amarena, dello strudel di mele, spiegazioni sul lievito madre e sul pane in generale. Volevo però che gli amici invitati da Rosalisa avessero modo di apprezzare anche una buona focaccia con lievito madre, così ho optato per la focaccia pugliese, caratterizzata dalla presenza della semola e delle patate.

    Il giorno prima ho preparato l'impasto per le focacce, che poi sono state cotte lì.

    Tutti ne sono stati entusiasti, così ho ripetuto la ricetta a casa, ottenendo il risultato sperato.

    La calibratura che propongo non rispetta nessun disciplinare della focaccia pugliese (chiedo venia agli amici pugliesi!), ma nasce in modo istintivo ed empirico. Ho cercato di creare una focaccia molto idratata e morbidissima, scioglievole per la presenza delle patate, saporita per la presenza della semola, dell'olio extravergine e delle erbe aromatiche all'interno dell'impasto.

    Con le dosi che descriverò ho ottenuto due focacce grandi, una bianca al rosmarino, l'altra con il tradizionale condimento pugliese, ovvero pomodorini freschi, cipolla, olive nere, origano e salamoia.

    Spero che sia di vostro gradimento!

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  • FOR MY FOREIGN FRIENDS!

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    Dear foreign friends, this is the space I have especially dedicated to you. Below you can find the links that connect to the recipes or the other articles published in Italian and English.

    Please click on the photo or on the title, so you'll be connected to the corresponding article.

    I hope you enjoy it!

    Let's begin with "MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA".

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    So you can find something about "THE ORIGINS OF THE BABA' BETWEEN HISTORY AND LEGEND.

    babastoria

    Another typical Italian sweet pastry, "RE PANETTONE"

    auguri

    An article that makes me very proud ,"HUNGARIAN BREAD RING"

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    And HERE the photo-tutorial to decorate the "HUNGARIAN BREAD RING"

    fondo ruotecottepp

    The "CHALLAH", typical Jewish bread

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    I love to decorate bread, do you like "PAIN MARGUERITTE"?

    marguerittetitolo

    I'm from Southern Italy, so I often prepare PIZZA

    THE FIRST RECIPE

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    THE SECOND RECIPE

    pizza lunghissima verdure

    Now let's go on with my favorite work: to make bread!

    A VERY SIMPLE BREAD

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    BATARD WITH DOUBLE MALT BEER

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    BATARD WITH BEETROOT AND VEGETABLES

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    LITTLE BUNS, TWO RECIPES

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    WHOLEMEAL BREAD WITH RYE AND WHEAT

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    WHOLE WHEAT-SPELT BREAD, FAST PROCESS

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    Now two sweet recipes, ideal for breakfast

    MUFFIN BRIOCHES WITH SPELT FLOUR AND CHESTNUT FILLING

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    BANANA BRIOCHES

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    At the end of this list I suggest to read an article about an ancient tradition of Southern Italy

    "THE WHEAT FEAST AT JELSI"

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    I sincerely hope to receive your comments and suggestions.

    Have a good reading!

     

     

  • GNOCCHI DI PATATE E TRITORDEUM, CON FILETTI DI TRIGLIA E BESCIAMELLA DI MARE ALLO ZAFFERANO

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    Anche stavolta taglio il traguardo col fiatone, riuscendo a produrre almeno una ricetta di gnocchi per la sfida n° 59 di MTChallenge, proprio per non farmi buttar fuori!

    I miei sono gli “gnocchi del venerdì” e non del giovedì com’è d’uopo. Ho pensato ad un condimento a base di pesce, con un gusto delicato: un sughetto di triglia e una salsa besciamella con fumetto di pesce, aromatizzata allo zafferano.

    Ma davvero ringrazio MTC che mi “costringe” ad approfondire un particolare argomento di volta in volta: uno studio collettivo coinvolgente, efficace e divertente, una vera scuola di cucina, unica e sorprendente, mascherata da gioco e sfida.

    Devo ringraziare tantissimo Annarita, la vincitrice della sfida n° 58: seguendo i suoi preziosi consigli e trucchetti non ho avuto nessun problema nella procedura, in particolare nel momento cruciale, quello della cottura.

    Ho seguito passo passo la sua prima ricetta, sostituendo solo il tipo di farina.

    Ho cotto le patate al forno e mi sono trovata benissimo con le dosi di farina, anzi me n’è avanzata addirittura un po’!

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  • GRISSINI E FIORELLINI DI PANE

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    Mi capita spesso di fare crackers e grissini con il lievito madre, è un impasto semplice e veloce, e inoltre ho la necessità di utilizzare il lievito in esubero che mi invade il frigo, e non mi piace buttar via.

    Per la realizzazione di questi grissini e fiorellini di pane sono partita stavolta da una ricetta base del libro di Jeffry Hamelman, “Bread, a baker’s book of techniques and recipes”, che prevede una percentuale di grassi maggiore rispetto a quella da me utilizzata normalmente. Ho leggermente variato le proporzioni, ho utilizzato il lievito madre al posto del lievito di birra, e due ottime farine della tradizione italiana al posto della normale farina tipo 0 per pane. Si tratta di antiche cultivar, cereali conosciuti da sempre ed utilizzati in ambiti territoriali precisi: il grano solina, coltivato tra le montagne dell'Abruzzo, e il farro, coltivato in Umbria, Marche e Molise. Più volte ho pubblicato ricette di lievitati che prevedono queste farine.

    Il risultato è un grissino con una gradevole friabilità, un sapore piuttosto marcato e molto buono, ed anche una buona conservabilità. Ho trovato questa calibratura davvero ottima, e, vi assicuro, i miei assaggiatori di fiducia hanno approvato e  gradito!

    L’impasto è lo stesso per i grissini e i fiorellini, ovviamente i grissini rimangono asciutti, mentre i fiorellini hanno la consistenza di piccoli panini, più morbidi.

    Le spezie, i semi e le erbe aromatiche donano colore, profumo e gusto, rendendo ogni grissino diverso dagli altri. I fiorellini, tagliati con stampini e colorati anch’essi con lo stesso sistema, sono piccoli bon bon, graziosi da vedere e buoni da gustare. Si prestano ad essere confezionati per un piccolo e originale cadeau.

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  • I MIEI COCCOI

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    SU COCCOI DE PASCA

    INGREDIENTI
    • 1 kg di semola rimacinata di grano duro senatore cappelli
    • 200 gr di lievito madre solido (al 50% di idratazione)
    • 450 gr di acqua
    • 20 gr di olio
    • un cucchiaino di miele, possibilmente di corbezzolo o di castagno
    • 15 gr di sale
  • I MIEI PRIMI MACARON, VARIAZIONI AGLI AGRUMI, CIOCCOLATO E PISTACCHIO

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    Chiedetemi quanto sono felice! Per aver sfatato quello che per me era un vero e proprio tabù, il macaron.

    Proprio così, la piccola delizia della pasticceria, il bon bon perfetto, il bottoncino dolce dai colori brillanti, croccante fuori e morbidissimo all’interno, il più godurioso dei dolcetti, il macaron, mi incuteva un timore reverenziale.

    È in questi momenti che sento profonda gratitudine per MTChallenge, per avermi costretta a tentare una preparazione di pasticceria non esattamente facilissima.

    Beh, quando ho scoperto la sfida del mese non ero certo dello stesso parere. Mi sono chiesta cosa ci facessi io, semplice fornarina, in MTC, questa community non è per me, e chi me l’ha fatto fare, e qui sono tutti geni ecc. Ma Ilaria, una delle blogger più esperte nel campo, ha scritto un articolo dettagliatissimo, sciorinando e condividendo tutto il suo sapere, il che è cosa rara. E questo mi ha tranquillizzata. Come per la naked cake, la sua guida è risultata preziosa e indispensabile.

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  • IL BRODETTO DI PESCE

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    Oggi propongo un classico della cucina italiana di mare, presente in molte zone marittime, in varie forme: il brodetto di pesce.

    Ho colto al volo la proposta, da parte della redazione MTChallenge, di riprendere questa preparazione, già tema di una sfida di qualche mese fa, con il tutoraggio della bravissima Maria Pia Bruscia. Come potevo perdere un'occasione così?

    Ho cercato di attenermi il più possibile alle indicazioni precise di un'altra grande esperta, Anna Maria Pellegrino, l'autrice della ricetta della sfida, il "broéto alla ciosòta", pubblicata sul suo blog "La cucina di qb". La sua è una preziosa e antica ricetta della tradizione veneta, di Chioggia per essere precisi, dove c'è uno dei più bei mercati del pesce che io ricordi.

    Nella mia regione, il Molise, esiste un'altra versione del piatto, si chiama "zuppa di pesce alla termolese", e prevede abbondante uso di pomodoro.  E' la classica zuppa di pesce dei miei ricordi, anche se il paese dove sono cresciuta è molto lontano dal mare e risente della cucina di collina. A casa o in ristorante, la zuppa di pesce alla termolese da noi era comunque un piatto molto apprezzato.

    Fatalità ha voluto che io mi trovassi in vacanza in Molise durante la preparazione del brodetto di pesce. Fossi stata a casa mia a Roma mi sarei trovata più a mio agio e avrei avuto anche una più ampia scelta. Devo ammettere che il mercato romano che io frequento è di gran lunga più ricco e vario di quello di Campobasso.

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  • IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

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    Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

    E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

    Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

    Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

    Almost 5 kilos, a giant of goodness!

    I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

    Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

    And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

    In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

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  • JAUNES ET NOIRES: BÂTARD DI KAMUT CON CURCUMA FRESCA

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    Con grande soddisfazione riesco finalmente a pubblicare una delle ricette per il CONTEST DEL MOLINO GRASSI, curato da Valentina di NONDISOLOPANE.

    Contemporaneamente agli ingredienti ho pensato ai colori del pane: il giallo e il nero.

    Il nero dei semini di sesamo lo avvolge in un misterioso mantello, che si apre improvvisamente in un giallo oro della mollica, donato da una meravigliosa, profumata curcuma fresca.

    Qual modo migliore di presentare il pane in una ricca e imbandita tavola delle feste?

    Direi che è un pane allegro ed invitante, perfetto per la tavola natalizia, e non solo!

    Anche la formatura è importante per me che amo le forme francesi, ma naturalmente uso ottime farine italiane. Per questa ricetta ho scelto la tressè e la languette feuille, derivate ovviamente dalla Bâtard, già abbondantemente illustrata con foto e video in altri due miei articoli, Bâtard alla birra doppio malto e Bâtard con barbabietola e vegetali.

    Prima di iniziare a spiegare la procedura utilizzata per ottenere questo pane, devo specificare che questa volta non mi sono avvalsa del prezioso aiuto della mia impastatrice, che ha deciso di rompersi proprio al momento giusto!

    Non mi sono affatto scoraggiata, in fondo ho sempre utilizzato la forza delle mie braccia, fino a pochissimo tempo fa. Mi son detta: perché non riprovare?

    A dire il vero temevo che il risultato non fosse lo stesso. Invece…

    Giudicate voi dalle foto, mi sono stupita io stessa. Il merito è sicuramente di questa fantastica farina di kamut, di finissima granulometria, impalpabile tra le mani, mai visto un kamut così, davvero complimenti al MOLINO GRASSI. Anche l’elasticità è notevole, e ciò facilita l’impastamento e la formatura. Alla fine ho ottenuto una mollica ben alveolata e morbida come una brioche.

    Voi potrete usare l’impastatrice, se volete, ma un consiglio mi sento di darvelo: non eccedete mai né nella velocità, né nei tempi di impastamento, l’autolisi serve proprio per ottenere subito l’incordatura e prevenire l’ossidazione, preservando inalterati i carotenoidi contenuti nella farina.

    kamut titolo

MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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