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ospiti a cena

  • BACCALA' ARRACANATO

    titolo1baccalà

    Il baccalà arracanato è un piatto regionale molisano, tipico della Vigilia di Natale, in occasione della quale bisogna mangiar di magro, ovvero senza carne.

    Arracanato vuol dire gratinato, cotto al camino in una teglia coperta da uno speciale coperchio, detto "sesto", cosparso con brace ardente.

    E' un piatto dolcesalato, caratterizzato dallla presenza dell'uvetta, che contrasta con il salato del baccalà, e dei pinoli (o noci). Era considerato un piatto ricco, che veniva consumato appunto in occasione di festività.

    Tra i tanti modi di cucinare il baccalà, ingrediente molto diffuso e comune in Molise, è sicuramente uno dei più gustosi.

    titolobaccalà

  • CAROSELLI MOLISANI

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    Oggi è la festa della mamma, dedico questo articolo alla mia mamma che non c'è più, ed ho scelto per l'occasione una preparazione che le piaceva molto e che mi ha tramandato, e che a sua volta le è stata tramandata dalla sua mamma.

    Dedico questo articolo anche alle mie due nonne, di cui porto un tenero ricordo, e mi piace molto abbandonarmi all’onda emotiva dei sentimenti e delle nostralgie, ripensando a quei momenti felici e spensierati.

    Mi piace ripercorrere i loro antichi gesti rivivendo la ritualità delle feste.

    Mi reca grande gioia e soddisfazione poter ricordare le mamme e le nonne attraverso ricette e preparazioni che significano "prendersi cura" di qualcuno, dei figli e dei nipoti, e trasmettere amore.

    Sono particolarmente legata ai caroselli, speciali brioches decorate con le uova, ricetta tradizionale regionale che in Molise si prepara in particolar modo nel periodo pasquale, ma in genere in primavera, quando la produzione di uova è abbondante.

    La ricetta delle mie nonne mi porta inevitabilmente indietro nel tempo, quando ero bambina e attendevo la Pasqua con ansia, insieme ai cuginetti, perché le nonne non ci regalavano le uova di cioccolato, ma i caroselli.

    Utilizzavano ovviamente solo lievito madre, come per il pane, e, prima di procedere alla preparazione dei caroselli e degli altri lievitati, avevano cura di rinfrescare spesso il lievito.

    In paese succedeva spesso che se lo scambiassero con i vicini di casa, non c’era il pericolo di rimanerne senza. Il senso della comunità si poteva riconoscere anche in questi piccoli gesti.

    La mia mamma e le mie nonne lavoravano dalla settimana precedente alla Pasqua per impastare i caroselli e cuocerli nel forno a legna, ne facevano una gran quantità per regalarli anche ad amici e parenti.

    Ma a noi nipoti erano riservati quelli speciali, personalizzati: ricordo che le nonne avevano speciali forme di giunchi intrecciati che venivano ricoperte di pasta e decorate con le uova, di cui fungevano da sostegno.

    Somigliavano a cestini di uova, erano bellissimi. Dispiaceva mangiarli!

    Un'ultima curiosità: nel dialetto del mio piccolo paese, Jelsi, che si trova nel Molise, la parola "carosello" vuol dire "salvadanaio di coccio", che veniva regalato ai bambini anche per insegnare loro il concetto di risparmio.

    E' una coincidenza che indica a mio parere una sovrapposizione di significati. Ma lascio questa indagine agli esperti!

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  • CROSTATA FRANGIPANE ALL'AMARENA

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    E' tra le crostate che preparo con maggiore frequenza questa con ripieno frangipane e amarene. Si tratta di una ricetta del grande Luca Montersino, leggermente modificata da me. Ho infatti sostituito la base di sfoglia con una frolla di farro integrale e mandorle. La nota amarognola è conferita dalle amarene e dalle mandorle amare nel ripieno frangipane.

    E' un dolce dalla consistenza morbida, pur trattandosi di una crostata, e dai profumi intensi e decisi degli ingredienti contenuti, farina di farro integrale, mandorle, amarene.

    Vediamo come prepararla.

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  • GARFAGNANA SECONDA PARTE: PASTIERA DI GRANO SARACENO

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    Ed eccomi nuovamente a raccontare la Garfagnana: dopo la prima parte, che trovate qui all'articolo precedente, eccovi la seconda giornata.

    Vi farò conoscere la Banca Regionale del Germoplasma, un avanguardistico e ambizioso progetto portato avanti, ormai da anni, dalla Regione Toscana e dai Coltivatori Custodi.

    Parlerò anche di una visita interessantissima: il birrificio “La Petrognola” ci ha aperto le porte del laboratorio, permettendoci di capire le fasi di produzione della birra, anzi delle diverse birre che, come per magica alchimia, vengono create dal geniale Roberto Giannarelli.

    Vi porterò poi a pranzo a Giuncugnano, all’agriturismo “Il Grillo”, per degustare piatti innovativi creati con i tipici prodotti della Garfagnana.

    Terminerò con la visita al caseificio Marovelli di Vibbiana e con la ricetta della pastiera di grano saraceno, ispirata ad una delle tipicità del territorio garfagnino. Si tratta di una fusion tra la pastiera napoletana di grano, che trovate qui nella sezione dolci, e le crostate con cereali cotti e che ho scoperto e assaggiato in Garfagnana.

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  • GRISSINI E FIORELLINI DI PANE

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    Mi capita spesso di fare crackers e grissini con il lievito madre, è un impasto semplice e veloce, e inoltre ho la necessità di utilizzare il lievito in esubero che mi invade il frigo, e non mi piace buttar via.

    Per la realizzazione di questi grissini e fiorellini di pane sono partita stavolta da una ricetta base del libro di Jeffry Hamelman, “Bread, a baker’s book of techniques and recipes”, che prevede una percentuale di grassi maggiore rispetto a quella da me utilizzata normalmente. Ho leggermente variato le proporzioni, ho utilizzato il lievito madre al posto del lievito di birra, e due ottime farine della tradizione italiana al posto della normale farina tipo 0 per pane. Si tratta di antiche cultivar, cereali conosciuti da sempre ed utilizzati in ambiti territoriali precisi: il grano solina, coltivato tra le montagne dell'Abruzzo, e il farro, coltivato in Umbria, Marche e Molise. Più volte ho pubblicato ricette di lievitati che prevedono queste farine.

    Il risultato è un grissino con una gradevole friabilità, un sapore piuttosto marcato e molto buono, ed anche una buona conservabilità. Ho trovato questa calibratura davvero ottima, e, vi assicuro, i miei assaggiatori di fiducia hanno approvato e  gradito!

    L’impasto è lo stesso per i grissini e i fiorellini, ovviamente i grissini rimangono asciutti, mentre i fiorellini hanno la consistenza di piccoli panini, più morbidi.

    Le spezie, i semi e le erbe aromatiche donano colore, profumo e gusto, rendendo ogni grissino diverso dagli altri. I fiorellini, tagliati con stampini e colorati anch’essi con lo stesso sistema, sono piccoli bon bon, graziosi da vedere e buoni da gustare. Si prestano ad essere confezionati per un piccolo e originale cadeau.

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  • HUNGARIAN BREAD RING: PHOTO-TUTORIAL

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    Eccomi di nuovo con uno degli articoli più apprezzati del mio spazio virtuale: la RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE. Più volte i miei lettori mi hanno chiesto chiarimenti sul procedimento da seguire per ottenere il risultato mostrato in foto nel mio articolo precedente.

    Ho così deciso di fotografare i vari passaggi, sperando che ciò sia di maggior aiuto. Quale periodo migliore per arricchire la tavola delle feste con un pane così scenografico?

    Naturalmente per l'ottima ricetta di Hamelman, e per il procedimento, dovrete consultare il mio primo articolo, "RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE", oppure "CHALLAH".

    Here I am with one of the most popular articles of my blog: the HUNGURIAN BREAD RING.

    My readers asked me for explanation about the procedure, to get good results, for decorating and braiding easily and correctly.
    So I decided to photograph all the steps, hoping this would help you all.

    Christmastime is ideal to show so a rich and fantastic bread on the table well prepared for an important dinner or Christmas party.
    Of course, for the perfect recipe of Hamelman, and the process, you can consult my first article, "HUNGARIAN BREAD RING" or "CHALLAH".

    titolo ruotecottepp

  • IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

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    Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

    E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

    Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

    Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

    Almost 5 kilos, a giant of goodness!

    I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

    Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

    And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

    In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

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  • IL MIO PANE AUGURALE PER IL 2016: TRECCIA DECORATA E CRACKERS FANTASIA

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    Di tanto in tanto torno alla mia passione, il pane decorato, al quale ho dedicato un'intera sezione in questo mio spazio virtuale. E con questo pane delle feste voglio salutare i miei lettori, augurando loro prosperità e salute, e non solo per il 2016 naturalmente.

    Da sempre il pane delle feste ha assunto una funzione propiziatoria, simbolo d'abbondanza, e simbolicamente desidero riproporre questo antico rito, per tutti voi.

    A tal proposito vi segnalo alcune mie precedenti proposte, anch'esse valide come pani delle feste, che continuano ancora a piacere a chi legge il mio blog: la ruota ungherese delle feste(primo articolo), la ruota ungherese con foto-tutorial(secondo articolo), grissini e fiorellini di pane, la challah ebraica, il pain margueritte, i coccoi sardi.

    Questa grande treccia colorata è una rielaborazione di varie prove fatte tempo fa, mai pubblicate, e dei miei precedenti esperimenti sopra citati e qui pubblicati. Richiede una discreta dose di pazienza nel cospargere ogni filo con vari elementi colorati, cioè paprika, curcuma, sesamo e papavero.

    L'ho preparata con entusiasmo e amore, è stato il mio dono per una carissima amica, Rosalisa, con la quale ho trascorso una lieta giornata a Natale, invitata a casa sua, e alla quale dedico con grande affetto questo articolo.

    Cara Rosalisa ti mando un bacio, nella speranza di vivere con te e la tua famiglia altri momenti altrettanto gioiosi!

    Sono orgogliosa e onorata del fatto che la mia treccia abbia fatto bella mostra di sè, come centrotavola per il tuo magnifico pranzo di Natale!

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  • LASAGNETTA DI MURANO

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    Il primo piatto di pasta fresca che pubblico sul mio blog lo dedico a Sandra, che mi ha invitata a farlo, qualche giorno fa, per la sua raccolta "Pasta che ti passa...impastiamo la crisi!". In realtà non posso partecipare alla sua raccolta, il piatto che presento qui costa più di 5 euro (era la cifra da non superare per il totale degli ingredienti e per quattro persone)...ma ho il piacere di inaugurare così la nuova sezione "primi piatti", con qualcosa di particolare. Avevo un desiderio da tanto tempo, realizzare una pasta fresca colorata. Tra le tante realizzazioni viste per lo più nei miei vecchi libri di cucina, mi aveva colpito la murrina di pasta dello chef Riccardo De Prà. Ed eccola la mia versione, un po’ diversa, ribattezzata “lasagnetta di Murano”. Tecnicamente ho eseguito le indicazioni del libro, le dosi e gli ingredienti sono leggermente diversi. L’ho condita con una besciamella di pesce e con un misto scoglio, ma si presta anche a diversi ripieni, di carne, ricotta e spinaci, funghi o altro. Per realizzarla vi occorreranno quattro o cinque impasti di diverso colore.

    Ecco come ho proceduto.

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  • PAIN MARGUERITTE

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    Continuano gli esperimenti sulle forme tradizionali francesi, grazie al gruppo Panissimo, e devo ammettere che lo stimolo è davvero utile e proficuo!

    Ho imparato a conoscere e realizzare molte forme che credevo impossibili, vi rimando agli articoli in questo sito: fendu, epi, savoyard, couronne.

    Tra le varianti della baguette, non conoscevo  la margueritte, molto carina e divertente da realizzare. Questo è il mio primo esperimento, ne sono abbastanza soddisfatta.

    Pur nel rispetto assoluto del disciplinare francese, ho voluto anche stavolta utilizzare le nostre buone farine di grani antichi, grano tenero verna e grano duro khorasan.

    Per saperne di più su queste farine, vi rimando qui ad un altro articolo presente su questo sito.

    Autentici sapori del centro e sud dell’Italia, antiche cultivar che meritano di essere conosciute, coltivate  e gustate in modo più diffuso.

    Continua anche la mia scommessa nella sperimentazione di impasti con farine poco adatte alla panificazione, difficili in quanto povere di glutine. Il profumo ed il gusto ripagano ampiamente, anche se l’impasto non risulta liscio ed elastico come con una normale farina di forza.

    Voi lettori avrete ovviamente difficoltà a reperire le stesse farine da me utilizzate: nessun problema, potete sostituirle tranquillamente, anche con una normale tipo 0 di media forza, o semintegrale tipo2, in combinazione con rimacinata di grano duro.

    Vediamo ora la ricetta e il procedimento.

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  • PAIN MARGUERITTE DECORATO

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    Chi mi conosce sa che amo decorare i pani, e spesso queste decorazioni nascono all’istante, da un’idea che salta alla mente proprio nel momento della formatura.

    E’ successo con questa composizione decorativa, formata da due baguettes, una per la margherita, l’altra per le foglie intagliate.

    All’inizio avevo tra le mani semplicemente cinque baguettes molto idratate, così ho pensato di utilizzarne due per creare una margueritte un po’ speciale.

    La mia idea era creare un centrotavola per una allegra tavola delle feste. Forse ci sono riuscita, dati gli apprezzamenti che mi sono già arrivati.

    Ovviamente la margueritte va consumata, è molto buona ed è fatta di ottime farine.

    Mi sono ispirata ai fantastici pani del Maestro Josep Pascual, forse il più creativo maestro di arte bianca. I suoi pani sono sculture, una gioia per gli occhi. L’uso di stencil, intrecci, intagli, si combina perfettamente ad una costante attenzione per la genuinità del prodotto e all’uso accurato di ottime materie prime.

    Molto modestamente ho cercato di riprodurre una delle sue tecniche, ma seguirlo è una continua scoperta, la sua costante ricerca di nuove idee e nuove forme non cessa. Un vero artista, grazie!

  • PANE UNGHERESE DELLE FESTE/HUNGARIAN BREAD RING

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    E questa è la mia prima prova di quello che Hamelman nel suo libro chiama HUNGARIAN BREAD RING, un pane tradizionale ungherese che si ottiene con un particolare intreccio. Io l'ho voluto interpretare un po' a modo mio, divertendomi a decorarlo con rametti fioriti e farfalle. L'impasto è lo stesso delle challah, presenti quinel blog, ma possiamo rivedere insieme la ricetta.

    Le foto qui sotto rappresentano il libro di Hamelman di cui ho già parlato nell'articolo precedente. Segue la ricetta.

     

    This is my first trial of Hamelman's HUNGARIAN BREAD RING, learned on his book. It's a traditional hungarian bread, characterized by a typical interlaced shaping.

    I amused myself to decorate it with flowering branches and butterflies.

    The dough is the same of the challah, that you can find here in my blog. Let's look over the recipe again.

     

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  • PANINI DA BUFFET, DUE RICETTE / LITTLE BUNS, TWO RECIPES

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    Finalmente arrivano anche queste due semplici e divertenti ricette per panini da buffet.

    Come sempre ho utilizzato le ottime farine che personalmente mi procuro, adoro recarmi al molino. E naturalmente ho anche pensato ad un semplice decoro, fatto a mano libera con semi di papavero. Se volete ottenere contorni più precisi, usate gli stencil che più vi piacciono.

    Finally I'm arriving with two simple and fun recipes: little buns for buffet.

    As always I used the excellent flour I personally get, love so much going to the mill. I also thought of a simple decoration, of course, done freehand with poppy seeds. If you want to get more precise contours, use the stencils you like.

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  • PASTIERA NAPOLETANA

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    Non ricordo una Pasqua senza la pastiera!

    E’ sicuramente il dolce della mia famiglia, quello legato all’infanzia, ai ricordi più belli, alle grandi occasioni e ai pranzi delle feste, con tutti i familiari e i parenti, durante i quali noi bambini eravamo protagonisti, al centro dell’attenzione.

    Sarà per questo motivi che colloco questo meraviglioso dolce al primo posto nella mia personale classifica? Magari a parimerito con il babà e la sfogliatella… non ho origini partenopee, ma dev’esserci una ragione perché adoro questi dolci!

    Forse sì, per la pastiera in particolare mi piace l’abbinamento del rustico e semplice grano con la deliziosa crema di ricotta, il che rende questa preparazione un dolce affatto stucchevole, molto profumato grazie alla presenza di bouquet floreali, cannella e limone.

    Per migliorare ulteriormente il gusto e i profumi, consiglio di utilizzare canditi fatti in casa, potete trovarli qui nel mio blog.

    Vediamo ora la ricetta e i passaggi. Con le dosi indicate si otterranno due pastiere di media grandezza.

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  • RAVIOLI AL RADICCHIO TARDIVO SU CREMA DI ZUCCA E BESCIAMELLA

    ravioli radicchio crema zucca

    Oggi vi propongo un primo di pasta fresca ripiena, ispiratomi dalle belle e grandi zucche invernali, ormai le ultime che si trovano al mercato, e realizzato con l'ottima semola siciliana Molini Del Ponte, una semola integrale ottenuta da un mix di grani duri autoctoni dell'isola, tra cui la famosa "tumminia". Si tratta infatti della semola del famoso "pane di Castelvetrano", ma è superba anche per la pasta fresca.

    Ho sperimentato questo accostamento di ingredienti, in cui l'amaro del radicchio trevigiano tardivo e il gusto robusto e deciso della semola integrale vengono stemperati dalla dolcezza di ricotta, zucca e besciamella.

    Si tratta di un primo piuttosto elaborato, adattissimo al pranzo domenicale. E' possibile comunque prepararlo in più riprese, in particolare l'impasto della sfoglia, che sicuramente va preparato il giorno prima.

    Vediamo gli ingredienti e il procedimento.

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  • RAVIOLI DOLCI AL MIRTILLO, CON RIPIENO DI RICOTTA E NOCCIOLA

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    Ho preparato questi ravioli dolci pensando ad un dessert diverso dal solito, non eccessivo nella dolcezza, ma ricco di aromi e sapori, grazie alla presenza di diversi ingredienti, di cui tre fondamentali e caratterizzanti: la ricotta romana DOP (da siero di puro latte fresco di pecora da pascolo), le nocciole dei Monti Cimini (territorio della Tuscia, nel viterbese), i mirtilli neri selvatici (ovviamente di produzione italiana).

    La prima cavia è stato mio figlio, un vero buongustaio, amante dei dolci non troppo zuccherosi, sempre obiettivo nel giudicare le pietanze che assaggia, non lesina critiche neanche per la mamma, anzi il contrario!

    E’ andata bene, gli è piaciuto molto e ha voluto anche bissare.

    La seconda volta ho riproposto questi ravioli dolci per la festa di pensionamento della mia carissima collega ed amica Silvana.

    Un successone, non me lo aspettavo!

    Tutti i presenti si sono complimentati con me, ed io gongolavo di soddisfazione!

    E’ vero, provo una speciale soddisfazione quando le mie preparazioni culinarie incontrano l’approvazione di chi le assaggia, mi fa anche piacere avere suggerimenti su come migliorare, e riscontri sull’analisi gustativa e l'impatto sensoriale all'assaggio.

    Non so se l’atmosfera allegra e conviviale abbia contribuito, ma i miei ravioli dolci sono spariti in un battibaleno!

    Dedico questo articolo a Silvana, la protagonista della festa, una colonna della nostra scuola, una persona speciale, solare, sincera, appassionata, entusiasta, ottimista, gran lavoratrice, amatissima dagli studenti. Le auguro di godere la meritata pensione, ed anche di pensare a noi ogni tanto.

    Auguri cara Silvana!

  • RAVIOLI INTEGRALI CON MELANZANE E PROVOLA TARTUFATA

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    Ed eccomi finalmente con questo articolo, annunciato da tempo ma non pubblicato per motivi tecnici, e di questo chiedo scusa a quanti lo attendevano.

    Si tratta di ravioli freschi di pura semola integrale, l'ottima semola siciliana "Castelvetrano" prodotta dai Molini del Ponte. E' un mix di grani duri integrali autoctoni siciliani, tra cui la Tumminia. Già l'avevo utilizzata per altri ravioli pubblicati qui, il sapore rustico e il carattere deciso mi avevano conquistata.

    Per questi ravioli ho pensato ad un ripieno a base di melanzane, in perfetta linea con la stagionalità di questo ortaggio, in estate abbondante e saporito.

    L'abbinamento che ho sperimentato prevede la provola tartufata, un prodotto tipico del Molise, regione tra le prime produttrici in Italia di tartufo, sia nero che bianco, anche se non tutti sono a conoscenza di questa eccellenza molisana.

    Più nota è invece la produzione di mozzarelle, provoloni e altri formaggi, e spesso il tartufo estivo, meno pregiato di quello invernale, serve ad insaporire formaggi di media stagionatura.

    La provola viene comunemente chiamata "passita" da noi, proprio per evidenziare che si tratta di una scamorza asciugata all'aria per un certo tempo.

    Vediamo gli ingredienti e il procedimento.

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  • ROLLS PER TUTTI I GUSTI SU CANAPE' DI PANBRIOCHE CON ORZO E GRANO SARACENO

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    La sfida MTChallenge di questo mese mi ha incuriosita moltissimo, anche se poi, mai come questa volta, mi sono ridotta proprio all’ultimo minuto. Ma vi assicuro che mi sono letteralmente autoimposta la realizzazione di questa preparazione, scapicollandomi, dato il periodo micidiale tra impegni scolastici e problemi familiari, che non mancano mai. Ma una lezione di cucina così importante, da una maestra così brava e competente non l’avrei mai voluta perdere.

    Non volevo perdermi i rolls di Giovanna, la vincitrice della sfida sul sartù, mitica maestra di cucina e animatrice del blog Gourmandia.

    Lei ci ha insegnato la tecnica del “ROLLARE”, di confezionare dei rollers per poi ricavarne delle graziose, invitanti tartine, da offrire come aperitivo o piatto unico, sostanzialmente adattissime al consumo in piedi per un buffet.

    Ho programmato quattro rollers, dunque uno di questi è fuori concorso, stando alle regole del gioco. Poi vi dirò quale.

    Tuttavia ve li mostro tutti: due di pesce, uno di formaggi e uno vegano.

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  • SARTU’ DI RISO CON RAGU’ DI POLPO E POLPETTINE DI ALICI E PECORINO

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    Eccomi ad affrontare un’altra memorabile sfida MTChallenge, una preparazione che non avrei affrontato di sicuro, se MADEMOISELLE MARINA non avesse vinto la sfida precedente, con la sua splendida terrina, e non ci avesse costretti tutti a studiare il SARTU’ DI RISO.

    Devo ammettere che da quando faccio parte della community MTChallenge, questo blog si è arricchito di ricette basilari della cucina italiana e internazionale. Ed ora tocca ad un must dell’arte culinaria dei monsù, o monzù, i cuochi francesi che prestavano servizio nelle famiglie aristocratiche, a Napoli e a Palermo in particolare, dal XVIII secolo. Con fantasia e perizia  i monsù seppero creare una particolare fusion tra la scuola culinaria francese, le tradizioni partenopee e i profumati prodotti della Campania felix.

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  • TERRINA DI PESCE E TERRINA IN CROSTA PER MTCHALLENGE

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    Questa volta mi sono impegnata poco, sono stata un’allieva poco diligente. E me ne dispiace tantissimo. Sì perché ci tenevo ad approfondire la proposta di Giuliana come merita di essere approfondita.

    Giuliana del blog La Gallina Vintage ha vinto la sfida #mtc63 con una strepitosa proposta di pollo fritto, come solo lei, con la sua competenza e raffinatezza, poteva realizzare.

    A sua volta ha lanciato la sfida del mese di marzo, le terrine, la sua specialità, il simbolo di quella cucina elegante e senza tempo, fatta di intramontabili preparazioni che soddisfano la vista e il palato, che hanno bisogno di una cornice importante, che da sempre accompagnano la ritualità delle feste, delle cene ufficiali con tanti invitati, ma anche delle semplici cene familiari, senza mai stancare.

    In questo articolo, che assolutamente vi consiglio di leggere, Giuliana spiega in modo molto accurato la metodologia per realizzare una terrina, che sia di carne, di selvaggina, di verdure, di pesce. Ampio spazio alla fantasia di ognuno, nelle combinazioni cromatiche e di gusti.

    Come sempre MTChallenge non si smentisce: la condivisione dei saperi è il motore di questo gioco. Un’idea "vincente" quella di Alessandra, sono dispiaciuta di averla conosciuta così tardi. Ma cerco di recuperare!

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    Questo mese per me è trascorso tra preparativi e viaggi con la scuola, un bel viaggio a Vienna che annualmente viene organizzato in collaborazione col Ministero di Cultura austriaco, e un viaggio a Torre del Lago, Lucca e Vinci, sulle tracce di Giacomo Puccini e Leonardo da Vinci. I campi scuola sono occasioni irripetibili per gli adolescenti, ed io ci tengo particolarmente, e cerco di creare sempre un collegamento con la cultura e le tradizioni musicali.

    Dividermi tra il mio lavoro di insegnante e musicista, e il mondo della cucina e dei blogger, è sicuramente divertente e stimolante, ma talvolta perdo la testa…

    In ogni caso sono riuscita, tra un viaggio e l’altro, almeno a sperimentare la terrina di Giuliana, anzi le terrine, alla fine ne ho fatte due allo stesso tempo.

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MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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