facebook degustibusitinerainstagram degustibusitinerapinterest outlined logoyoutubegoogle plusrss2

dolci

  • "KRONOSTATE", LE CROSTATE FANTASIA CON SEMOLA KRONOS

    crostate titolo

    Chi mi conosce sa quanto io adori gli sfarinati un po' speciali, di antiche cultivar in particolare, e quanto mi piaccia andare in giro per molini di diversi territori, alla scoperta di gusti e profumi nuovi.

    I grani duri mi affascinano, hanno una texture davvero unica, un colore luminoso e allegro e un gusto appagante.

    Utilizzo spesso la semola senatore cappelli, l'antico saragolla, il khorasan kamut, anche integrali. Li mescolo tra di loro o con grani teneri, oppure li uso in purezza, per preparare prevalentemente pane e altri lievitati.

    Non conoscevo la semola KRONOS prodotta dal MOLINO GRASSI, mi ha incantata per il suo carattere deciso e rustico, per i suoi profumi intensi, per il suo gusto pieno e ricco, per il suo colore caldo.

    Ho voluto subito testare questa fantastica semola per un impasto di frolla che sarebbe diventato la base di crostate multigusto. Eccole.

    kronostate3

  • "SUMMER MEMORIES" NAKED CAKE

     naked titolo

    Siete tra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché "Parigi val bene una mousse"?

    Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a "specchio specchio delle mie brame" iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?

    E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo inizi con "I have a cream"?

    Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.

    Ed io sarò presente, come lo scorso anno, ma con tanti motivi in più.

    1

  • ALLA SCOPERTA DELLA MERINGA

    meringa titolo

    Oggi trattiamo un'altra base della pasticceria nel Calendario del Cibo Italiano: è la Giornata Nazionale della Meringa, ne è Ambasciatrice Fabiola Pulieri del blog PEPE ROSSO IN CUCINA.

    Eh sì, pareche la meringa sia italiana, e non solo la cosiddetta "meringa italiana", ovvero quella montata a caldo. Certo anche francesi e svizzeri se ne contendono i natali...

    L'unica cosa certa nelle origini e nella storia della meringa è che l'ha inventata il cuoco italiano Gasparini, vissuto nel XVIII secolo, forse per amore della principessa Maria Leszczyńska promessa sposa di Luigi XV.

    Il suo nome deriverebbe dalla cittadina svizzera di Meiringen, o forse dalla cittadina tedesca di Mehrinyghen. C'è chi lo fa derivare dal latino medievale "melinus" che significa miele dolce, o merenda. La questione è irrisolta, tuttora molti esperti ne dibattono.

    Non possiamo tuttavia fare a meno di notare che molti dolci italiani regionali sono affini alla meringa, a cominciare dal torrone, per continuare con i vari tipi di amaretti sparsi lungo l'intero stivale. In particolare il torrone risale al '500, e probabilmente venne preparato per la prima volta a Cremona, in occasione delle nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.

    Sicuramente il primo torrone era confezionato solo con miele, ma la sua affinità con la meringa italiana è evidente.

    Lascio l'argomento all'Ambasciatrice di oggi, che sicuramente avrà attinto a fonti più dettagliate.

     meringa titolo1

  • BABA' DI SEMOLA

    babasemola titolo2

    Adoro il babà, l'ho già detto? Forse sì, è stata una delle prime ricette inserite qui.

    E l'ho ripetuto anche per il primo compleanno del blog, qui, il babà gigante, ricordate?

    E ho raccontato anche la storia del babà.

    Non volevo mancare in occasione della Giornata Nazionale dedicata al Babà, sul Calendario del cibo Italiano AIFB, ma non ho fatto in tempo. Ora finalmente riesco a pubblicare questo nuovo esperimento.

    Anche stavolta vi propongo il tradizionale babà al rum, ma con qualche variazione: ho usato una semola al posto della farina di grano tenero, la mia semola preferita, LA MOLISANA.

    Ho fatto un prefermento di lievito madre con le uova al posto dell'acqua, oppure con lievito di birra, sempre con le uova al posto dell'acqua.

    babasemola titolo1

  • BANANA BRIOCHES

    bananabrioche titolo

    Siamo arrivati alla fine di ottobre, ed oggi è l'ultimo giorno di #PANISSIMO 22, ospitato qui da me.

    Sono molto contenta della raccolta del mese, sono entusiasta per aver conosciuto tanti blog e aver fatto nuove interessanti amicizie nella blogosfera.

    Siamo arrivati oggi a 90 inserzioni, questa sarà la n° 91. Non male mi sembra!

    La brioche che vi presento oggi è un esperimento fatto tempo fa con l'inserimento della banana nell'impasto. In questo modo le dosi di uova, zucchero e burro possono diminuire, senza compromettere la sofficità della brioche. Il sapore è molto buono a mio parere, in particolare chi ama la banana lo troverà eccellente.

     

    We arrived at the end of October, today is the last day of #PANISSIMO 22, hosted here.

    I am very proud of the collection of the month, I am excited to have met so many new and interesting blogs and to have found friends in the web.

    We have now 90 insertions,mine will be the No. 91. Not bad I think!

    The brioche I am presenting today is an experiment done long ago, with the introduction of the banana into the dough. In this way, the doses of eggs, sugar and butter may decrease, without compromising the softness of the brioche. The taste is very good in my opinion, especially those who love the banana will find it excellent.

    bananabrioche titolo1

  • BISCOTTI POLENTINI DOLCI E SALATI

    biscopolentini titolo

    Vi propongo molto volentieri questi biscotti, nella versione dolce e salata, confortata dai commenti positivi di chi li ha assaggiati.

    Si tratta una ricetta pensata specialmente per recuperare ingredienti avanzati da altre preparazioni, come spesso capita nella mia cucina.

    Ma l'ingrediente principale è la farina di granoturco agostinello, molto caratterizzante, in questo spazio potrete trovare altre ricette con questa farina proveniente dal mio Molise, prodotta per la precisione dal Molino Cofelice di Matrice.  Altri buonissimi frollini di farro e granoturcoe un ottimo pain fenduin fendu, sono due ricette da me pubblicate.

    Il lievito madre liquido è un buon sostituto del lievito chimico, rilascia all'impasto gradevoli aromi e dona un'ottima friabilità. Mi capita spesso di utilizzare il lievito madre anche per questo tipo di impasti, che altro non sono che sfumature di frolla. Invito perciò le mie amiche di impasti, che usano il lievito madre, a provare anche questo utilizzo.

    Vediamo le due versioni.

    biscopolentini titolo1

  • CAROSELLI MOLISANI

    carosellititolo

    Oggi è la festa della mamma, dedico questo articolo alla mia mamma che non c'è più, ed ho scelto per l'occasione una preparazione che le piaceva molto e che mi ha tramandato, e che a sua volta le è stata tramandata dalla sua mamma.

    Dedico questo articolo anche alle mie due nonne, di cui porto un tenero ricordo, e mi piace molto abbandonarmi all’onda emotiva dei sentimenti e delle nostralgie, ripensando a quei momenti felici e spensierati.

    Mi piace ripercorrere i loro antichi gesti rivivendo la ritualità delle feste.

    Mi reca grande gioia e soddisfazione poter ricordare le mamme e le nonne attraverso ricette e preparazioni che significano "prendersi cura" di qualcuno, dei figli e dei nipoti, e trasmettere amore.

    Sono particolarmente legata ai caroselli, speciali brioches decorate con le uova, ricetta tradizionale regionale che in Molise si prepara in particolar modo nel periodo pasquale, ma in genere in primavera, quando la produzione di uova è abbondante.

    La ricetta delle mie nonne mi porta inevitabilmente indietro nel tempo, quando ero bambina e attendevo la Pasqua con ansia, insieme ai cuginetti, perché le nonne non ci regalavano le uova di cioccolato, ma i caroselli.

    Utilizzavano ovviamente solo lievito madre, come per il pane, e, prima di procedere alla preparazione dei caroselli e degli altri lievitati, avevano cura di rinfrescare spesso il lievito.

    In paese succedeva spesso che se lo scambiassero con i vicini di casa, non c’era il pericolo di rimanerne senza. Il senso della comunità si poteva riconoscere anche in questi piccoli gesti.

    La mia mamma e le mie nonne lavoravano dalla settimana precedente alla Pasqua per impastare i caroselli e cuocerli nel forno a legna, ne facevano una gran quantità per regalarli anche ad amici e parenti.

    Ma a noi nipoti erano riservati quelli speciali, personalizzati: ricordo che le nonne avevano speciali forme di giunchi intrecciati che venivano ricoperte di pasta e decorate con le uova, di cui fungevano da sostegno.

    Somigliavano a cestini di uova, erano bellissimi. Dispiaceva mangiarli!

    Un'ultima curiosità: nel dialetto del mio piccolo paese, Jelsi, che si trova nel Molise, la parola "carosello" vuol dire "salvadanaio di coccio", che veniva regalato ai bambini anche per insegnare loro il concetto di risparmio.

    E' una coincidenza che indica a mio parere una sovrapposizione di significati. Ma lascio questa indagine agli esperti!

    carosellititolo1

  • COLOMBA PASQUALE: DUE RICETTE A CONFRONTO

    titolo2

    Non c’è Pasqua senza la colomba, come non c’è Natale senza il panettone.

    Grazie soprattutto all’industria dolciaria, e al conseguente consumo di massa, la colomba trova posto in ogni pranzo pasquale in tutte le famiglie italiane.

    Ma cosa c’è di meglio della colomba artigianale, magari preparata proprio con le nostre mani?

    Certo non è affatto facile, come per il panettone e gli altri grandi lievitati, richiede tanta pazienza, esperienza, un lievito madre bene in forza, e tanta fatica!

    Bisogna prevedere due giorni liberi se ci si vuole impegnare in questa preparazione, sappiamo che i lievitati con lievito madre non hanno tempi certi, bisogna essere quindi molto disponibili, e controllare da vicino la lievitazione.

    Quest’anno ho preparato un buon numero di colombe, seguendo la ricetta del Maestro Iginio Massari, già a me nota, e testando una ricetta per me nuova, quella del Maestro Rolando Morandin.

    Per me è stata una vera sorpresa! La lievitazione è risultata molto più rapida nei tempi e anche più evidente nel rapporto peso-volume. Una vera forza della natura!

    Vi propongo entrambe, cercando di confrontarle e di analizzarne le caratteristiche peculiari, le differenze, i pregi…. i difetti, se ci sono, dipendono esclusivamente da me, che sono una pasticciera dilettante!

    Sono entrambe ottime, d’altronde è prevedibile, trattandosi di grandi Maestri della pasticceria.

    La foto in copertina si riferisce alle due colombe Morandin, mentre quella qui in basso alle colombe Massari.

    titolobis

  • CONFETTURA DI PRUGNE, LIMONI E CARDAMOMO

    marmellataprugne titolo

    Marmellate e confetture fatte in casa sono abbastanza frequenti a casa mia, ma questa confettura di prugne Stanley è la prima che pubblico sul blog. Mi riprometto di condividere più spesso le mie conserve di frutta in futuro.

    Per questa confettura ho utilizzato esclusivamente fruttosio, che è proprio lo zucchero presente nella frutta.

    Solitamente uso una quantità di zucchero ridotta, in questo caso l'ho ridotta ulteriormente, ottenendo comunque un prodotto abbastanza gelatinizzato grazie alla presenza del limone.

    marmellataprugne centrale

    Ecco le dosi

    1400 gr di prugne stanley già denocciolate

    2 limoni (300 gr)

    20 fave di cardamomo

    500 gr di fruttosio

     

    Tagliate a pezzi le prugne, pelate la parte gialla della buccia del limone, poi pelatelo a vivo e tagliare a pezzi la polpa eliminando i semi. Estraete i semini dal cardamomo e pestateli.

    Unite tutto e mettete sul fuoco. Cottura circa 45 minuti a fuoco moderato.

    Per verificare se la confettura è pronta uso il classico metodo, versando la marmellata su un piattino e osservandone la densità, ma sarebbe meglio usare il refrattometro.

    Disinfettate i barattoli con alcol, riempiteli con la confettura bollente, tappate e capovolgete fino a completo raffreddamento.

    marmellataprugne titolo1

     

  • CROSTATA FRANGIPANE ALL'AMARENA

    crostate frangipane titolo1

    E' tra le crostate che preparo con maggiore frequenza questa con ripieno frangipane e amarene. Si tratta di una ricetta del grande Luca Montersino, leggermente modificata da me. Ho infatti sostituito la base di sfoglia con una frolla di farro integrale e mandorle. La nota amarognola è conferita dalle amarene e dalle mandorle amare nel ripieno frangipane.

    E' un dolce dalla consistenza morbida, pur trattandosi di una crostata, e dai profumi intensi e decisi degli ingredienti contenuti, farina di farro integrale, mandorle, amarene.

    Vediamo come prepararla.

    crostate frangipane titolo

  • FRITTELLE DI MELE E UVETTA, ANCHE VERSIONE VEGAN

    frittelle titolo

    Domenica di Carnevale, tutti a festeggiare con frittelle di tutti i tipi e di diverse tradizioni, come da rituale. A casa mia, oltre a chiacchiere e castagnole, semplici e veloci, non possono mancare le zeppole con le patate, come le facevano le mamme e le nonne.Qui trovate la ricetta, testata ormai da tanti amici che sempre mi inviano giudizi molto positivi.

    Quest'anno ho avuto modo di calibrare una ricetta semplicissima e molto buona, particolarmente adatta a chi utilizza il lievito madre.

    Ne ho provate due versioni, sia tradizionale che vegana.

    Eccovi le frittelle di mele e uvetta, gustose e profumate.

    frittelle fondo

  • FROLLINI DI FARRO E GRANOTURCO

    frollinititolo

    Oggi vi propongo dei frollini semplicissimi, ma gustosissimi, vi assicuro, grazie ad ingredienti di ottima qualità e farine particolari, che di solito sono utilizzate per altre preparazioni.

    Ho scelto due farine del Molino Cofelice, tra le più conosciute in Molise, ricavate da varietà di cereali autoctoni della regione. Sono il granoturco agostinello e il farro dicocco, entrambi descritti in questo articolo.

    Ho preferito la forma integrale, penso che anche nei dolci un tocco di "rusticità" non è male, soprattutto per chi ama il sapore deciso e primitivo delle farine integrali.

    La preparazione dell'impasto è semplice e veloce, può esser fatta sia con la planetaria, sia a mano, con il metodo della sabbiatura della farina.

    Vediamo la ricetta.

    frollinititolo1

  • GARFAGNANA SECONDA PARTE: PASTIERA DI GRANO SARACENO

    saraceno titolo

    Ed eccomi nuovamente a raccontare la Garfagnana: dopo la prima parte, che trovate qui all'articolo precedente, eccovi la seconda giornata.

    Vi farò conoscere la Banca Regionale del Germoplasma, un avanguardistico e ambizioso progetto portato avanti, ormai da anni, dalla Regione Toscana e dai Coltivatori Custodi.

    Parlerò anche di una visita interessantissima: il birrificio “La Petrognola” ci ha aperto le porte del laboratorio, permettendoci di capire le fasi di produzione della birra, anzi delle diverse birre che, come per magica alchimia, vengono create dal geniale Roberto Giannarelli.

    Vi porterò poi a pranzo a Giuncugnano, all’agriturismo “Il Grillo”, per degustare piatti innovativi creati con i tipici prodotti della Garfagnana.

    Terminerò con la visita al caseificio Marovelli di Vibbiana e con la ricetta della pastiera di grano saraceno, ispirata ad una delle tipicità del territorio garfagnino. Si tratta di una fusion tra la pastiera napoletana di grano, che trovate qui nella sezione dolci, e le crostate con cereali cotti e che ho scoperto e assaggiato in Garfagnana.

    lapiana cesto

  • GNOCCHETTI FRITTI DI SEMOLA E RICOTTA

    frittelle semola titollo

    Ancora dolci fritti di Carnevale, nel giorno del martedì grasso!

    Questa volta si tratta di frittelline simili a castagnole, con un impasto a base di semola e ricotta.

    Si possono impastare con lievito madre o anche con una semplice polvere lievitante per dolci.

    Le ho provate più volte, usando due ottime semole integrali: la KRONOS del Molino Grassi e la semola integrale con TUMMINIA dei Molini Dal Ponte. Profumi particolarissimi, in entrambi i casi.

    Un'ottima ricotta di pecora completa l'opera.

    Ho composto questi gnocchetti con miele, canditi fatti in casa, pinoli e palline di zucchero, un po' come si fa con gli struffoli napoletani o la cicerchiata molisana.

    Vediamo le due ricette, la prima col lievito madre, la seconda col baking.

    frittelle semola centrale

  • I MIEI PRIMI MACARON, VARIAZIONI AGLI AGRUMI, CIOCCOLATO E PISTACCHIO

    macaron titolo3

    Chiedetemi quanto sono felice! Per aver sfatato quello che per me era un vero e proprio tabù, il macaron.

    Proprio così, la piccola delizia della pasticceria, il bon bon perfetto, il bottoncino dolce dai colori brillanti, croccante fuori e morbidissimo all’interno, il più godurioso dei dolcetti, il macaron, mi incuteva un timore reverenziale.

    È in questi momenti che sento profonda gratitudine per MTChallenge, per avermi costretta a tentare una preparazione di pasticceria non esattamente facilissima.

    Beh, quando ho scoperto la sfida del mese non ero certo dello stesso parere. Mi sono chiesta cosa ci facessi io, semplice fornarina, in MTC, questa community non è per me, e chi me l’ha fatto fare, e qui sono tutti geni ecc. Ma Ilaria, una delle blogger più esperte nel campo, ha scritto un articolo dettagliatissimo, sciorinando e condividendo tutto il suo sapere, il che è cosa rara. E questo mi ha tranquillizzata. Come per la naked cake, la sua guida è risultata preziosa e indispensabile.

    macaron titolo2

  • IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

    titolo compliblog11

    Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

    E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

    Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

    Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

    Almost 5 kilos, a giant of goodness!

    I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

    Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

    And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

    In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

    titolo2 compliblog14

  • IL PAN DI SPAGNA SECONDO IGINIO MASSARI

    pandispagna1

    Oggi è la Giornata Nazionale del pan di Spagna, sull'ormai ben noto Calendario del Cibo Italiano dell'AIFB.

    L'Ambasciatrice di oggi è Monica Orlandi, del blog Tentazioni a tavola.

    Ho colto al volo questa occasione per colmare una lacuna del mio blog e scrivere un articolo basilare e indispensabile per tutti i blog.

    Tutti conosciamo il Pan di Spagna come una importante base di pasticceria.

    Le sue origini risalgono al XVI secolo, in Italia, nonostante il nome, che è invece legato ad un noto aneddoto. Nel 1749 il marchese Domenico Pallavicini, ambasciatore della Repubblica di Genova, stupì l’intera corte di re Ferdinando VI di Spagna, con una preparazione del suo cuoco Giovanni Battista Cabona. Egli fece credere al re di aver inventato quell’impasto in onor suo. In realtà l’impasto era ben conosciuto, il Cabona apportò leggere varianti per compiacere il gusto spagnolo. Probabilmente eliminò il burro.

    pandispagna3

  • IL PANDORO DI VERONA

    pandoro titolo

    Tutto il mondo ormai conosce questo meraviglioso dolce natalizio veronese.

    Grazie al web e alla diffusione in rete delle varie ricette dei più famosi pastry chef italiani, da qualche anno pandoro e panettone vengono preparati artigianalmente anche in America o in Asia, e sovente con buoni risultati.

    Come il panettone, il pandoro necessita di due impasti e due lunghe lievitazioni, e richiede l'impiego del lievito madre in ottime condizioni e massima forza.

    Il lievito andrebbe rinfrescato ogni giorno per una settimana, col metodo della legatura, e l'ultimo giorno per tre volte nella stessa giornata. Ho spiegato questo procedimento nel mio articolo "Re Panettone".

    Simile è anche il tipo di impasto, ricco di uova, ma soprattutto di burro, però semplice, senza canditi o altro. Simile è la lavorazione, la cottura, la conservazione.

    Ogni anno ci dividiamo tra due "correnti di pensiero". Al momento del dolce, nella tavola delle feste è di rito la discussione tra coloro che preferiscono il panettone e quelli che invece amano più il pandoro; una sorta di rituale magico che si perpetra di anno in anno, e ogni anno riesce a sorprenderci, come bambini. Questo succede sia se lo acquistiamo, ma ancor più se riusciamo a prepararlo a casa, con tutte le difficoltà che tale preparazione comporta. Ma la soddisfazione è davvero grande quando i commensali ne lodano la squisitezza.

    Personalmente mi piacciono entrambi, li trovo deliziosi e diversi nel gusto e nei profumi.

    Anche l'estetica, molto importante, è originale, sia nel panettone che nel pandoro.

    La tipica forma di stella ad otto punte del pandoro si deve ad un artista impressionista, Angelo Dall'Oca Bianca, e il brevetto della forma e della ricetta venne depositato da Domenico Melegatti il 14 ottobre 1884.

    Queste sono le notizie sicure. Meno sicura è la sua origine, collegabile sia all'antico dolce medievale veronese chiamato "nadalin", sia ad un altro dolce veneziano, il "pan de oro", ricoperto da sottili sfoglie di oro zecchino nelle famiglie dei ricchi mercanti, nell'opulenta repubblica marinara.

    Prima di passare alla ricetta del pandoro, vi consiglio di dare uno sguardo ai vari passaggi della preparazione del panettone, che potete trovare qui nel mio blog.

  • LA TORTA DEL DONIZETTI E I NOVE DO DI PETTO

     donizetti titolo

    Non ho potuto farne a meno. Non potevo mancare proprio io in questa Giornata così “musicale”, dedicata all’operista italiano più generoso e prolifico nella scrittura, quello che ha saputo conquistare il pubblico dei teatri lirici di tutto il mondo, al pari e talvolta anche più che in Italia, il bergamasco GAETANO DONIZETTI.

    E questo è il mio primo contributo al nuovo CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, direi un esordio molto in tema con la mia persona, parlare di musica è il mio mestiere.

    E che musica, qui si tratta di eccellenza, di opera italiana per antonomasia, e non vedo miglior collegamento col cibo italiano. Uniti nell’armonia dei sensi! E d’altronde il connubio musica-cibo, mi correggo, BUONA MUSICA-BUON CIBO, è una costante. Mi correggo, un LEIT MOTIV che connota capolavori senza tempo.

    Nel 1948, anno di celebrazioni del centenario della morte di Donizetti, la famosa pasticceria BALZER, situata proprio di fronte al Teatro Donizetti a Bergamo, inventò LA TORTA DEL DONIZETTI in onore del grande figlio della città di Bergamo.

    donizetti centrale2

    Si tratta di un dolce soffice e delicato, ricco di burro e privo di lievito, su base montata, arricchito con albicocche e ananas canditi, aromatizzato con vaniglia e maraschino.

    Per accompagnare la realizzazione della torta del Donizetti, cosa c’è di meglio che l’ascolto della nota aria di coloratura “Ah! Mes amis” tratta da “La fille du Régiment”?

    La cabaletta conclusiva è una vera esplosione di acrobazie vocali, con i nove do di petto più famosi della storia della lirica.

    L’interpretazione di un giovane e promettente tenore vi sorprenderà! 

  • MARITOZZI SEMINTEGRALI

    maritozzi titolo

    Questi che propongo sono maritozzi un po' diversi dalla tradizione romana, soprattutto per la scelta delle farine.

    Ho utilizzato un mix di farine artigianali siciliane, non raffinate, macinate a pietra e monocultivar. Sono prodotte dai Molini del Ponte, che da anni valorizzano grani autoctoni siciliani, in primis la famosa Tumminia. Solitamente per prodotti come brioches e maritozzi vengono utilizzate farine di forza e raffinate, più adatte ad assorbire liquidi e formare il glutine in presenza di una percentuale massiccia di zuccheri e grassi.

    Posso assicurare che non ho avuto problemi nella lavorazione con planetaria casalinga, l'impasto ha preso corda facilmente ed ha retto bene una lievitazione prolungata.

    Il sapore di questi maritozzi è rustico, il profumo intenso e la consistenza morbida.

    Direi che il risultato è soddisfacente, a dimostrazione che non è indispensabile l'uso di farine bianche di forza neanche per i lievitati dolci.

    Giudicate voi.

     maritozzi titolo1

MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

Iscriviti al mio blog!

Tag

Instagram

FACEBOOK

Corsi

IMG 20170206 WA0000

Programmi e TV

GOOGLE +

Google+ Seguimi su Google +

DEGUSTIBUS ITINERA utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.