COLOMBA AL MANDARINO

colombe aifb titolo

Anche quest'anno è arrivato il momento della preparazione della COLOMBA PASQUALE, divenuta ormai una tradizione a casa mia per la Pasqua, assieme a pastiere, casatielli e caroselli molisani.

Con grande gioia sono qui a celebrare la GIORNATA NAZIONALE DELLA COLOMBA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO firmato AIFB.

l'Ambasciatrice di oggi è la bravissima Tiziana Bontempi, molto esperta in lievitati e davvero appassionata, come me d'altronde. Il suo ricco blog conta moltissimi articoli di pane e altri lievitati, compresi i più importanti, cioè la colomba e il panettone.

Ed è proprio dal panettone che la colomba ha origine, lanciata sul mercato dall'industria dolciaria per pure esigenze produttive, e divenuta presto un simbolo pasquale per ogni famiglia italiana.

Da quando preparo la colomba a casa tutto è cambiato, non riesco a farne a meno, e i miei familiari e amici se l'aspettano sempre. La scelta delle materie prime fa la differenza. Dunque è possibile ottenere un ottimo prodotto, se osserviamo la giusta procedura che vale anche per il panettone e gli altri grandi lievitati.

Ho già illustrato le fasi della lavorazione della colomba in questo articolo del mio blog.

Ho testato tante ricette nel corso degli anni, tutte ottime e ben calibrate. Vi ripropongo la ricetta del Maestro Rolando Morandin, alla quale ho apportato qualche leggera modifica, soprattutto nell'uso delle sospensioni.

Come ogni inverno anche quest'anno ho preparato i canditi, ed ho candito anche le scorze dei mandarini, che adoro letteralmente. Hanno un profumo ineguagliabile e un aroma inconfondibile. Forse è l'agrume che amo di più.

Dunque la novità è una profumatissima colomba al mandarino! Un semplice tocco per una colomba diversa, davvero speciale!

colombe aifb titolo1

PANI DI SAPA DI FICO D'INDIA

panisapa fondo7

Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei PANI DI SAPA, nell'ormai famoso Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

L'ambasciatrice di oggi è una sarda purosangue, Cristina Tiddia, è lei che ci racconta, nel suo articolo, le origini e le tradizioni molteplici intorno a questa ricetta della sua terra, che io adoro, e che ho già provato ed inserito qui nel blog due anni fa.

Colgo questa occasione per ringraziare un'altra sarda purosangue, la mia cara amica Gabriela Pitzianti, bravissima cuoca e custode di antichi saperi. Gabriela mi ha dato la possibilità di scoprire il meraviglioso mondo delle tradizioni sarde, un patrimonio immenso. Cara Gabriela permettimi di dedicarti questo articolo, sperando di poter un giorno impastare insieme a te pani di sapa e altre ricette della tradizione sarda.

La SAPA è un prodotto tipico di varie regioni, Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise.

Nella mia regione, il Molise, viene chiamato MOSTO COTTO, in quanto prodotto da mosto appena pigiato, bollito per ore con bucce d'arancia, mele cotogne e diverse spezie. Dopo la cottura il mosto cotto si riduce moltissimo, da un quinto ad un decimo della quantità iniziale, divenendo denso e molto aromatico.

Ricordo che da piccola mi piaceva gustarlo con la neve fresca, un sorbetto sopraffino!

Anche il SANGUINACCIO si preparava con il mosto cotto, ne andavo ghiotta, lo preferivo alla nutella, e per una bambina è tutto dire!

La sapa di fico d'india è tra le particolarità della cucina sarda.

I frutti vengono raccolti nel mese di settembre, sbucciati e bolliti brevemente. A questo punto ne viene filtrato il liquido e cotto per diverse ore, in un pentolone di rame, insieme a bucce d'arancia e fiori di finocchietto selvatico.

Quest'anno ho avuto occasione di acquistare la sapa di fico d'India direttamente da produttori sardi.

Ho provato anche altri dolci con sapa, per esempio le tilicas, ma preferisco il pane, come ormai sapete, e questo pane dolce è proprio speciale, diverso da tutti gli altri.

La ricetta che ho eseguito questa volta è leggermente diversa da quella precedente, ho aggiunto pochissima acqua, la sapa è l'ingrediente principale, così alla fine questi pani somigliano molto ad un panforte, per la ricchezza degli ingredienti.

Vediamo come fare.

panisapa titolo5

 

MARITOZZI SEMINTEGRALI

maritozzi titolo

Questi che propongo sono maritozzi un po' diversi dalla tradizione romana, soprattutto per la scelta delle farine.

Ho utilizzato un mix di farine artigianali siciliane, non raffinate, macinate a pietra e monocultivar. Sono prodotte dai Molini del Ponte, che da anni valorizzano grani autoctoni siciliani, in primis la famosa Tumminia. Solitamente per prodotti come brioches e maritozzi vengono utilizzate farine di forza e raffinate, più adatte ad assorbire liquidi e formare il glutine in presenza di una percentuale massiccia di zuccheri e grassi.

Posso assicurare che non ho avuto problemi nella lavorazione con planetaria casalinga, l'impasto ha preso corda facilmente ed ha retto bene una lievitazione prolungata.

Il sapore di questi maritozzi è rustico, il profumo intenso e la consistenza morbida.

Direi che il risultato è soddisfacente, a dimostrazione che non è indispensabile l'uso di farine bianche di forza neanche per i lievitati dolci.

Giudicate voi.

 maritozzi titolo1

IL PANDORO DI VERONA

pandoro titolo

Tutto il mondo ormai conosce questo meraviglioso dolce natalizio veronese.

Grazie al web e alla diffusione in rete delle varie ricette dei più famosi pastry chef italiani, da qualche anno pandoro e panettone vengono preparati artigianalmente anche in America o in Asia, e sovente con buoni risultati.

Come il panettone, il pandoro necessita di due impasti e due lunghe lievitazioni, e richiede l'impiego del lievito madre in ottime condizioni e massima forza.

Il lievito andrebbe rinfrescato ogni giorno per una settimana, col metodo della legatura, e l'ultimo giorno per tre volte nella stessa giornata. Ho spiegato questo procedimento nel mio articolo "Re Panettone".

Simile è anche il tipo di impasto, ricco di uova, ma soprattutto di burro, però semplice, senza canditi o altro. Simile è la lavorazione, la cottura, la conservazione.

Ogni anno ci dividiamo tra due "correnti di pensiero". Al momento del dolce, nella tavola delle feste è di rito la discussione tra coloro che preferiscono il panettone e quelli che invece amano più il pandoro; una sorta di rituale magico che si perpetra di anno in anno, e ogni anno riesce a sorprenderci, come bambini. Questo succede sia se lo acquistiamo, ma ancor più se riusciamo a prepararlo a casa, con tutte le difficoltà che tale preparazione comporta. Ma la soddisfazione è davvero grande quando i commensali ne lodano la squisitezza.

Personalmente mi piacciono entrambi, li trovo deliziosi e diversi nel gusto e nei profumi.

Anche l'estetica, molto importante, è originale, sia nel panettone che nel pandoro.

La tipica forma di stella ad otto punte del pandoro si deve ad un artista impressionista, Angelo Dall'Oca Bianca, e il brevetto della forma e della ricetta venne depositato da Domenico Melegatti il 14 ottobre 1884.

Queste sono le notizie sicure. Meno sicura è la sua origine, collegabile sia all'antico dolce medievale veronese chiamato "nadalin", sia ad un altro dolce veneziano, il "pan de oro", ricoperto da sottili sfoglie di oro zecchino nelle famiglie dei ricchi mercanti, nell'opulenta repubblica marinara.

Prima di passare alla ricetta del pandoro, vi consiglio di dare uno sguardo ai vari passaggi della preparazione del panettone, che potete trovare qui nel mio blog.

FETTE BISCOTTATE COCCO-CACAO

fettecocco titolo1

La colazione è per me un momento sacro, un rito importante con cui iniziare la giornata, offrire il primo sorriso ai propri familiari, caricarsi di nuova energia per affrontare il lavoro. Non è pensabile una colazione povera o frettolosa, le mie abitudini, sin da bambina, prevedono una colazione quasi uguale a quelle meravigliose che si vedono in tivvù, negli spot che pubblicizzano merendine. Dico quasi eh!

E' per questo che non mi faccio mai mancare le mie merendine, e soprattutto le mie fette biscottate.

Qui vi propongo una variazione sul tema, la ricetta è simile a quelle già pubblicate qui, il procedimento è esattamente lo stesso. Ormai sapete che amo cambiare farine e cereali, e per queste fette ho utilizzato quelle che avevo in dispensa. Voi potete adeguarle alle vostre esigenze e cambiare le farine, purchè il mix sia equilibrato per raggiungere l'incordatura dell'impasto.

Quello che è diverso rispetto alle precedenti ricette è la presenza di cacao e scaglie di cocco.

Vediamo insieme.

fettecocco titolo

FETTE BISCOTTATE DEL RECUPERO

fette nuoveforme titolo

Da tempo volevo presentarvi questa ricetta, valida particolarmente per questo periodo natalizio. Per quale motivo? Perchè è un ottimo modo per recuperare albumi e lievito madre, ingredienti che avanzano in abbondanza dalla produzione di panettoni e pandori. Inoltre si tratta di un prodotto secco di lunga durata e conservabilità.

Proprio così, se vi avanza del lievito, non lo buttate, utilizzatelo per crackers, grissini, taralli, fette biscottate e similari. Non aspettate troppo però, altrimenti il lievito collassa e il PH si abbassa troppo. In quel caso non resta altro che buttarlo.

Per queste fette biscottate possiamo recuperare anche gli albumi, ecco la ricetta, anzi le ricette.

Sono due varianti ma il principio è lo stesso.

 fetterecupero titolo

FETTE BISCOTTATE MULTICEREALI INTEGRALI, DUE RICETTE

fette titolo

Cari amici oggi vi propongo finalmente le fette biscottate, proprio non possono mancare in un blog basato sui lievitati!

Più che una ricetta, questo articolo tenta di proporre il metodo da me sperimentato per ottenere fette biscottate gustose e salutari.

Come ormai sapete non amo la farina bianca e anonima, utilizzo farine preferibilmente semintegrali, di diversi cereali, monocultivar di antiche varietà, acquistate di solito direttamente dai molini. Adoro mescolarle tra loro, con le sfumature caratteristiche e le diverse consistenze e granulometrie. Mi piace giocare con le farine, come tutti d'altronde, alla ricerca di un blend equilibrato.

Solitamente non ripeto mai neanche le mie ricette, ma le trascrivo di volta in volta per ricordarmi il metodo giusto. Vi propongo perciò due diverse calibrature, tra le tante che ho sperimentato, che prevedono l'uso di diversi cereali integrali. Voi potete seguirle alla lettera, se volete, ma anche variarle e adeguarle alle vostre esigenze e ai vostri gusti.

fettebisc titolo1

DEGUSTIBUS ITINERA utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.