GNOCCHETTI FRITTI DI SEMOLA E RICOTTA

frittelle semola titollo

Ancora dolci fritti di Carnevale, nel giorno del martedì grasso!

Questa volta si tratta di frittelline simili a castagnole, con un impasto a base di semola e ricotta.

Si possono impastare con lievito madre o anche con una semplice polvere lievitante per dolci.

Le ho provate più volte, usando due ottime semole integrali: la KRONOS del Molino Grassi e la semola integrale con TUMMINIA dei Molini Dal Ponte. Profumi particolarissimi, in entrambi i casi.

Un'ottima ricotta di pecora completa l'opera.

Ho composto questi gnocchetti con miele, canditi fatti in casa, pinoli e palline di zucchero, un po' come si fa con gli struffoli napoletani o la cicerchiata molisana.

Vediamo le due ricette, la prima col lievito madre, la seconda col baking.

frittelle semola centrale

FRITTELLE DI MELE E UVETTA, ANCHE VERSIONE VEGAN

frittelle titolo

Domenica di Carnevale, tutti a festeggiare con frittelle di tutti i tipi e di diverse tradizioni, come da rituale. A casa mia, oltre a chiacchiere e castagnole, semplici e veloci, non possono mancare le zeppole con le patate, come le facevano le mamme e le nonne.Qui trovate la ricetta, testata ormai da tanti amici che sempre mi inviano giudizi molto positivi.

Quest'anno ho avuto modo di calibrare una ricetta semplicissima e molto buona, particolarmente adatta a chi utilizza il lievito madre.

Ne ho provate due versioni, sia tradizionale che vegana.

Eccovi le frittelle di mele e uvetta, gustose e profumate.

frittelle fondo

LE RICETTE DI ANNA: PANE ALLA ZUCCA E FINTI PANETTONCINI

panezucca

Questo spazio è riservato alla mia dolce amica Anna, che ha voluto partecipare alla raccolta  PANISSIMO 22,  ma, non avendo un blog, non avrebbe potuto farlo.

Anna ci presenta due ricette con un ingrediente comune, adatto proprio al periodo: la zucca.

La versatilità di questo ortaggio ci permette il suo utilizzo per svariate preparazioni, sia salate che dolci, come ci dimostra Anna.

Grazie Anna di queste due belle ricette, spero di accoglierti ancora!

panezucca3

BANANA BRIOCHES

bananabrioche titolo

Siamo arrivati alla fine di ottobre, ed oggi è l'ultimo giorno di #PANISSIMO 22, ospitato qui da me.

Sono molto contenta della raccolta del mese, sono entusiasta per aver conosciuto tanti blog e aver fatto nuove interessanti amicizie nella blogosfera.

Siamo arrivati oggi a 90 inserzioni, questa sarà la n° 91. Non male mi sembra!

La brioche che vi presento oggi è un esperimento fatto tempo fa con l'inserimento della banana nell'impasto. In questo modo le dosi di uova, zucchero e burro possono diminuire, senza compromettere la sofficità della brioche. Il sapore è molto buono a mio parere, in particolare chi ama la banana lo troverà eccellente.

 

We arrived at the end of October, today is the last day of #PANISSIMO 22, hosted here.

I am very proud of the collection of the month, I am excited to have met so many new and interesting blogs and to have found friends in the web.

We have now 90 insertions, mine will be the No. 91. Not bad I think!

The brioche I am presenting today is an experiment done long ago, with the introduction of the banana into the dough. In this way, the doses of eggs, sugar and butter may decrease, without compromising the softness of the brioche. The taste is very good in my opinion, especially those who love the banana will find it excellent.

bananabrioche titolo1

IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

titolo compliblog11

Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

Almost 5 kilos, a giant of goodness!

I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

titolo2 compliblog14

MUFFIN BRIOCHES AL FARRO CON CUORE DI CASTAGNA / MUFFIN BRIOCHES WITH SPELT FLOUR AND CHESTNUT FILLING

muffintitolo2

Siamo ormai al 20 ottobre, autunno inoltrato, ma solo formalmente. Non se n'è accorto nessuno che è entrato l'autunno, il caldo, tanto desiderato la scorsa estate, non se ne vuole andare...e l'autunno si fa desiderare, con i suoi caldi colori, il venticello fresco che accarezza il viso e fa venir voglia di un tè caldo o di una profumata tisana...

La mia voglia d'autunno si ritrova negli ingredienti di questa brioscina, racchiusa in uno stampo da muffin, con una golosa glassa e un cuore a sorpresa, castagna e rum. Non la solita brioche, qualcosa di decisamente più goloso e accattivante, ideale per la merenda e per accompagnare un buon tè.

October, autumn, but only formally. Nobody notices the autumnal season has started.

The heat, so desired last summer, proceeds without interruption ... so I wish intensly the cool breeze caressing my face, the vivid colours of the country, the fragrance of the grape must just  squeezed...

My desire of autumn is perceptible in the ingredients of this little brioche, enclosed in a muffin mould, covered with a delicious icing and a heart surprise, chestnut and rum. Not the usual brioche, something much more tempting and attractive, ideal for a snack or to match a good tea.

muffintitolo

CAROSELLI MOLISANI

carosellititolo

Oggi è la festa della mamma, dedico questo articolo alla mia mamma che non c'è più, ed ho scelto per l'occasione una preparazione che le piaceva molto e che mi ha tramandato, e che a sua volta le è stata tramandata dalla sua mamma.

Dedico questo articolo anche alle mie due nonne, di cui porto un tenero ricordo, e mi piace molto abbandonarmi all’onda emotiva dei sentimenti e delle nostralgie, ripensando a quei momenti felici e spensierati.

Mi piace ripercorrere i loro antichi gesti rivivendo la ritualità delle feste.

Mi reca grande gioia e soddisfazione poter ricordare le mamme e le nonne attraverso ricette e preparazioni che significano "prendersi cura" di qualcuno, dei figli e dei nipoti, e trasmettere amore.

Sono particolarmente legata ai caroselli, speciali brioches decorate con le uova, ricetta tradizionale regionale che in Molise si prepara in particolar modo nel periodo pasquale, ma in genere in primavera, quando la produzione di uova è abbondante.

La ricetta delle mie nonne mi porta inevitabilmente indietro nel tempo, quando ero bambina e attendevo la Pasqua con ansia, insieme ai cuginetti, perché le nonne non ci regalavano le uova di cioccolato, ma i caroselli.

Utilizzavano ovviamente solo lievito madre, come per il pane, e, prima di procedere alla preparazione dei caroselli e degli altri lievitati, avevano cura di rinfrescare spesso il lievito.

In paese succedeva spesso che se lo scambiassero con i vicini di casa, non c’era il pericolo di rimanerne senza. Il senso della comunità si poteva riconoscere anche in questi piccoli gesti.

La mia mamma e le mie nonne lavoravano dalla settimana precedente alla Pasqua per impastare i caroselli e cuocerli nel forno a legna, ne facevano una gran quantità per regalarli anche ad amici e parenti.

Ma a noi nipoti erano riservati quelli speciali, personalizzati: ricordo che le nonne avevano speciali forme di giunchi intrecciati che venivano ricoperte di pasta e decorate con le uova, di cui fungevano da sostegno.

Somigliavano a cestini di uova, erano bellissimi. Dispiaceva mangiarli!

Un'ultima curiosità: nel dialetto del mio piccolo paese, Jelsi, che si trova nel Molise, la parola "carosello" vuol dire "salvadanaio di coccio", che veniva regalato ai bambini anche per insegnare loro il concetto di risparmio.

E' una coincidenza che indica a mio parere una sovrapposizione di significati. Ma lascio questa indagine agli esperti!

carosellititolo1

DEGUSTIBUS ITINERA utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.