PANE DELLA GARFAGNANA CON FARRO E PATATE

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Il garfagnino, l’antico pane della Garfagnana impastato con i prodotti locali, il farro dicocco e le patate di Sillano, conserva tutto il suo fascino, e soprattutto il sapore rustico e il profumo intenso. Non potevo non includerlo nella mia personale raccolta di pani, in Garfagnana ci ho lasciato il cuore: non posso dimenticare un blogtour di due anni fa, in un’atmosfera tra il fiabesco e il bucolico.

Se volete saperne di più di questo stupendo territorio, potete consultare i due miei articoli che lo descrivono:

Profumi e colori della selvaggia Garfagnana

Garfagnana parte seconda

Una volta il pane garfagnino era un pane povero, in cui una parte di farina veniva sostituita dalla patata lessa, che lo conservava morbido per tanto tempo. La patata spesso sostituiva il grano, per necessità, nei territori montagnosi, dove i cereali scarseggiavano. Un altro pane povero è il parrozzo o pane rozzo molisano, che ho già pubblicato tempo fa, dove la patata si sposa al granoturco.

Oggi il pane garfagnino è stato inserito nell’elenco dei PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI della Toscana, ed è anche presidio SLOW FOOD. Gustato con i salumi tipici, la mondiola, il biroldo, il prosciutto Bazzone e il manzo di Pozza, è davvero irresistibile!

Il mio esperimento di pane garfagnino ovviamente si allontana dal disciplinare ufficiale, che lo vuole cotto nel forno a legna, e con precise percentuali che io non ho rispettato. Ma mi piace pensare che il risultato sia molto simile, e vi invito a provare questo pane gustoso e soffice.

Amo tantissimo uno dei prodotti più caratteristici della Garfagnana, il farro dicocco. L'ho coltivato anch'io lo scorso anno nel mio Molise, dove questo cereale era un tempo molto utilizzato. Già in altri articoli ho parlato di questo antico cereale, diffuso e utilizzato soprattutto in epoca romana.

Vorrei ringraziare la mia amica Paola del blog Prelibata che, pubblicando questo pane, mi ha fatto venir voglia di provarlo.

Amore a prima vista!

Ringrazio immensamente anche le mie amiche Alessandra Simonetti e Maria Rosaria Cozzolino, che hanno promosso una simpatica iniziativa su un gruppo facebook, un'impastata collettiva con alcune mie ricette, tra cui proprio questa. Approfitto per salutare tutti gli impastatori partecipanti!

Dimenticavo... per questo pane ho usato la mia farina di farro, prodotta nel mio terreno in Molise e macinata a pietra da Dionisio, proprietario del Molino Cofelice di Matrice. Davvero una grande soddisfazione.

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BREZEL TIROLESE

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Tra le forme tradizionali di pani di tutti i Paesi del mondo, sicuramente i BRETZEL o PRETZEL o BREZEL sono tra i più caratteristici. Sono molto diffusi in Europa, ma anche in America, e automaticamente richiamano alla mente la tradizione tedesca dell’arte bianca, della quale sono un simbolo.

Secondo l’ipotesi più diffusa, l’origine di questo pane è alsaziana, ma esiste una seconda ipotesi sull’origine italiana del brezel.

Una leggenda racconta che i monaci del sud della Francia donavano i bretzel ai bambini che riuscivano a memorizzare le preghiere e i versi della Bibbia. Ma esiste anche una versione italiana di questa leggenda, e le piccole sfumature nei diversi nomi che indicano lo stesso pane, dipendono proprio dalla lingua del luogo dove si è diffuso.

Noi oggi ci occuperemo del BREZEL, così viene chiamato in Sud Tirolo, e questo articolo è un contributo al GRAN TOUR D’ITALIA, un grande progetto curato da AIFB, che questo mese è arrivato in Trentino Alto Adige.

Assieme alla carissima Marianna, del blog SAPORI E DISSAPORI, ho curato l’approfondimento su cereali e pani del Trentino Alto Adige, che troverete oggi nel Sito Ufficiale.

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GIORNATA MONDIALE DEL PANE: PARROZZO O PANE ROZZO MOLISANO

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Il mio rientro sulla piattaforma DE GUSTIBUS ITINERA, dopo qualche mese di inattività, coincide con la GIORNATA MONDIALE DEL PANE e con il mio contributo al CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO.

Tra i tanti pani regionali tradizionali italiani ho scelto il PARROZZO o PAN ROZZO MOLISANO, in onore della mia terra.

Il termine PARROZZO richiama subito alla mente un famoso dolce di mais, di tradizione abruzzese.

E invece no, non si tratta di un dolce, ma di un meno noto pane molisano, stavolta ROZZO davvero, è un semplice pane preparato con ingredienti poveri e di facile reperibilità, come la patata e il mais, o granoturco.

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PANE CON FARINA DI LENTICCHIE DELLA MARMILLA

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Dopo l’abbondanza e la varietà dei golosi dolci natalizi, eccoci tornare alla semplicità, alla quotidianità del pane, la mia passione. Si tratta di un pane particolare e significativo per me, perché porta con sé il sapore dell’amicizia, l’esclusività del dono, e parla di Gabriela, una persona davvero speciale.

La particolarità del pane di oggi è la provenienza della farina di lenticchie, dono della mia cara amica Gabriela, preparata con lenticchie coltivate nei suoi campi in Marmilla, Sardegna. Capirete che valore abbia per me!

Ho sempre pensato che l'abbinamento cereali-legumi coniughi gusto e salute, sia nelle tradizionali e innumerevoli zuppe della cucina regionale italiana, sia, come in questo caso, per la preparazione di lievitati.

Chi ha già fatto un giro nel mio blog, ha probabilmente avuto modo di imbattersi in ricette simili a quella che oggi propongo, nelle quali ho usato legumi cotti. In questo caso c’è la comodità della farina di legumi, pronta per l’uso.

L'accortezza richiesta per panificare con farina di legumi è la pregelatinizzazione, una tecnica che favorisce l'impastamento e l'amalgama con farina di frumento, più semplice da lavorare.

 

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IL PANE CREATIVO DI SALVADOR DALI' PER LA GIORNATA MONDIALE DEL PANE 2017

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Nella Giornata Mondiale del Pane ho il privilegio di pubblicare per la rubrica “LA VOCE DEGLI ALTRI”, del CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO.

Ho scelto una forma che amo particolarmente, un pane tradizionale catalano triangolare, detto “pan de croston” oppure “pan de picas”, oggi universalmente e semplicemente conosciuto come il PAN DALI’.

Parlare di pane e di arte è davvero appagante. Se poi le due tematiche convergono nello stesso, grande, unico, irripetibile personaggio, Salvador Dalì, il tutto diventa sublime, e anche un po’ surreale, come la sua pittura.

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PANINI ALL'OLIO CON ORZO ED ERBE AROMATICHE

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Siamo nella settimana del Natale, un momento magico. Ci prepariamo ai pranzi e alle cene più sontuose dell'anno, ci dedichiamo agli ospiti e alla tavola, programmiamo menù nuovi ed originali, organizziamo con eleganza e buon gusto i decori natalizi e la tavola delle feste.

Panettoni e pandori sono i protagonisti dei blog di cucina in questo periodo, gli appassionati fanno a gara a produrne sempre di più belli e buoni, sperimentando le ricette dei grandi maestri.

Oltre ai dolci rituali, è bello presentare un pane centrotavola, o dei piccoli pani diversi dal solito.

In questo blog ho già proposto diverse soluzioni per un centrotavola decorato, per esempio la ruota ungherese, oppure la treccia natalizia decorata, o ancora la margherita.

La mia proposta di oggi parte da un'idea di tanto tempo fa, realizzata nel pane "corona d'alloro" e nel "pane di farina verna con decori": si tratta di piccoli pani segnaposto, molto semplici da realizzare.

Ciò che li rende particolari è una foglia di erba aromatica sulla superficie, una tecnica semplice e d'effetto.

Vediamo come realizzarli.

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