
Immergersi nella pura fantasia e viaggiare in una costellazione di immagini, colori, luci, suoni, abbinati teatralmente per rielaborare opere d’arte, ricostruire ambienti e paesaggi, donare nuova vita a oggetti della tradizione, richiamare alla mente brani musicali e opere liriche.
È il mondo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ed è stato bello e appagante entrarci dentro in un modo così intenso e totalizzante da staccarsi dal presente e dalla realtà. È un viaggio immersivo che segue la trama di una sceneggiatura ben strutturata, in un percorso costituito da sale monotematiche: è la stupenda mostra che i due stilisti hanno concepito per celebrare i quarant’anni di vita della maison, che espone le loro creazioni più geniali ed esclusive e che in questo periodo è a Roma, a Palazzo delle Esposizioni.

Le 14 sale tematiche offrono un panorama avvolgente e coinvolgente su diversi ambiti della cultura, in primis arte e artigianato, ma anche musica, architettura, tradizioni popolari. Trapela dalle creazioni uniche dei due stilisti una forte passione per la cultura in generale, quella italiana in particolare, con realizzazioni di alta artigianalità rigorosamente made in Italy. Ogni abito è un omaggio a un artista del passato, un compositore, un’opera, un paesaggio, una città, una tradizione.

Quella di Dolce&Gabbana è un’arte visionaria, nel contempo stravagante e raffinata, che cattura immediatamente l’osservatore, trascinandolo in una dimensione metatemporale, fatta di forti emozioni e suggestioni che evocano storie, stimolano idee, risvegliano ricordi.

La prima sala presenta abiti di varia fattura e ispirazione, posti su una grande struttura piramidale e circondati dai quadri di un’artista francese, Anh Duong, che espone i suoi autoritratti, e qualche ritratto di dive famose, realizzati indossando creazioni Dolce&Gabbana. È un dialogo tra pittura e alta moda, che ci consente di ammirare le stesse creazioni in due diverse interpretazioni. È la prova di come arte ispiri altra arte, in infiniti modi e con reciproche contaminazioni di idee.
Si prosegue con la seconda sala, che è un trionfo di cristalli di Murano variamente accostati. Un vero spettacolo di scintillii e tintinnii, con enormi, stupendi specchi e lampadari che fanno da cornice agli abiti sfavillanti di luce. Viene celebrata una delle più antiche e iconiche produzioni artigianali italiane, l’arte del vetro, e allo stesso tempo le città di Venezia e Murano.

La sala dedicata alla Sicilia è l’apoteosi del colore, così acceso e prepotente da provocare un capogiro di sensazioni. L’abbinamento è con l’artigianato del carretto siciliano, delle maioliche di Caltagirone, delle pigne e teste di moro, del teatro dei Pupi, dei merletti e della cartapesta.

Per contrasto il percorso apre inaspettatamente sulla purezza del bianco assoluto, che riproduce stucchi barocchi applicati agli abiti, e che cattura l’attenzione dell’osservatore sulla ricchezza di forme tridimensionali.

E poi il nero “devozionale”, ancora per creare effetti di contrasto e stupore, arricchito con ricami d’oro, in una fusione di sacralità, eleganza e mondanità.

Ma la più scenografica sala, sempre dedicata alla Sicilia, evoca Il Gattopardo, riproducendone i fasti e le atmosfere, anche con citazioni dall’omonimo romanzo e dal film, stampate direttamente sui tessuti degli abiti.

Le sale dedicate all’opera lirica sono una miniera di citazioni e informazioni, che omaggiano Verdi, Puccini, Rossini, Bellini e Mascagni, con Turandot e Traviata, Tosca e Barbiere di Siviglia, Aida, Rigoletto, Norma, Cavalleria Rusticana, La fanciulla del West…

A metà del percorso si entra in una sala dove è proiettato Devotion, un delicato e poetico film documentario che il regista Giuseppe Tornatore ha dedicato ai due stilisti.
Segue la sala dedicata ai miti dell’antica Grecia, dei ed eroi raffigurati sui vasi attici, che vengono reinventati con abiti che suggeriscono non solo l’abbigliamento dell’epoca, ma anche elementi architettonici.
La grande pittura italiana non poteva non essere celebrata, con sontuosi abiti ricchi di elementi applicati di varie fogge e ricami preziosi e raffinati.


Il cuore della mostra offre al visitatore un’esperienza realistica nel mondo dell’alta moda, con la riproduzione di un laboratorio di sartoria, dove ci si può rendere conto di cosa sia necessario per l’elaborazione di un’idea, dal cuore alle mani. Chiaro il riferimento al titolo della mostra, perché cuore e mani sono indispensabili entrambi per arrivare alla meta finale, alla realizzazione di abiti e accessori, alle sfilate stagionali.
Avrei trascorso ore e ore perdendomi tra queste atmosfere, un tripudio di pura creatività, la più bella celebrazione dei primi quarant’anni di attività di Dolce&Gabbana.


