BRIOCHE LEGGERA CON MELE

brioche leggera con mele

Dopo un intervallo di tempo abbastanza lungo, torno qui con qualche nuova idea e nuovi esperimenti in cucina. Tra un po’ tutti noi appassionati ci cimenteremo nella preparazione dei dolci natalizi, tutt’altro che leggeri. Fuori dal coro di chi già propone idee per la tavola delle feste, vi invito a provare una brioche leggera per la colazione, impastata con yogurt e olio extravergine e arricchita con le mele.

Sono attenta alle calorie, e soprattutto all'uso di grassi saturi, pur non rinunciando al gusto e non facendomi mancare un'ottima brioche leggera e profumata, giusta per la colazione e la merenda.

Mi sono ispirata alle roselline di mele e sfoglia che da un paio d’anni si vedono in tanti blog e piacciono tantissimo, per la graziosa forma e per il profumo di mele e cannella, irresistibile. Ho solo sostituito la pasta sfoglia con una pasta brioche leggera.

brioche leggera con mele bis

GLI ULTIMI PROGETTI DI VITTORIO FUSARI E LA SUA NUOVA TORTA DEL DONIZETTI

Vittorio Fusari

Sono in una città vocata alla musica, alla storia, alla cultura, e al buon cibo.

È una città che sento familiare, pur essendo nata e vissuta a centinaia di chilometri da qui.

Mi trovo a Bergamo, di fronte al Tempio della musica, nel salotto buono della città.

Ormai avrete indovinato, sono nello storico caffè Balzer, dove mi accoglie il capitano della squadra di pasticceri, gelatai e cuochi, VITTORIO FUSARI, chef stellato che ama farsi chiamare “cuoco”.

Balzer

HUMMUS DI CECI NERI DELLA MIA TERRA A JELSI

 hummus ceci neri

Il termometro di questa caldissima estate è salito fino a 40°, bisogna difendersi scegliendo cibi adatti. LE SALSE FREDDE risultano sempre gradite per accompagnare insalate e secondi piatti. Sulla mia tavola non mancano mai, e l’hummus è una delle mie preferite, per il gusto stuzzicante e il buon apporto di nutrienti.

Questo che vi propongo è un po’ speciale: è preparato con i ceci neri coltivati nel MIO TERRENO A JELSI, IN MOLISE.

Quando il mio amico Mario mi ha proposto la coltivazione dei ceci neri della Murgia, ero un po’ scettica, ma poi mi sono ricreduta completamente. Mi sono resa conto dell’ottima ambientazione di questa pianta in terra molisana. La coltivazione è molto semplice e naturale, non necessita di fertilizzanti né tantomeno di trattamento di tipo chimico. Come tutti i legumi il cece è indicato per la rotazione delle colture, in quanto rilascia l’azoto che i cereali assorbono in gran quantità. In pratica è esso stesso un efficacissimo fertilizzante.

ceci neri

PANE CON CACAO E FRUTTA SECCA

pane cacao frutta secca

Le prime piogge di fine estate hanno rinfrescato l’aria, ricordandoci che le vacanze stanno finendo e presto torneremo ai ritmi soliti. E allora vi propongo di riaccendere il forno per una nuova ricetta di pane, che ho provato per la prima volta qualche mese fa, e poi rifatto tante volte, perché è piaciuto a tutti.

Si tratta di un pane al cacao, arricchito con tanta frutta secca, non dolce, fantastico per la colazione, accompagnato per esempio dalla mia MARMELLATA DI AGRUMI E ZENZERO, ma anche per abbinamenti salati particolari. Non è nuovo infatti l’uso del cacao o del cioccolato in cucina.

pane cacao frutta secca 2

MEZZELUNE DI GRANO SARACENO CON RIPIENO DI MANDORLE E AGRUMI

mezzelune grano saraceno

Il repertorio dei miei dolci abituali non è poi così ricco: mi piace sperimentare nuove preparazioni, soprattutto per occasioni particolari, ma per le colazioni e le merende familiari ripeto spesso ricette collaudate da anni.

La ricetta che vi presento in questo articolo è semplicissima, bastano pochi ingredienti, ma di alta qualità.

Canditi fatti in casa oppure di ottima marca, mandorle rigorosamente italiane, possibilmente siciliane, e infine farina di grano saraceno, oppure farro, o altra ottima farina artigianale macinata a pietra.

Ho chiamato questi dolcetti “mezzelune”: un involucro di frolla nasconde una golosa pasta di mandorle agli agrumi. Per me è un modo diverso di utilizzare le scorzette candite che abbondano sempre a casa mia. E poi di questi tempi meglio togliere via dalla dispensa la frutta secca, con il caldo si ossida facilmente.

Ecco fatto, di necessità virtù: tutto riconvertito in un delizioso dolcetto che può essere conservato anche per qualche settimana.

mezzelune grano saraceno 1

LA RIVISITAZIONE DELLA CUCINA LAZIALE DELLO CHEF STEFANO RUZZOLI AL RISTORANTE “L’ARCHEOLOGIA” DI ROMA

Stefano Ruzzoli

Con questo articolo inizio una nuova pagina del mio blog, dedicata a chi la cucina la fa per professione, ovvero ai cuochi.

L’idea è nata dal contatto con la FIC, FEDERAZIONE ITALIANA CUOCHI che ha chiesto a molti di noi blogger di entrare nel mondo professionale e personale dei suoi iscritti.

La vita del cuoco è molto faticosa e prevede orari che a noi possono sembrare ai limiti della tollerabilità. Quello che i media ci mostrano è solo una faccia della medaglia: lo spettacolo, le soddisfazioni, i guadagni, la visibilità. Dall’altra parte c’è il sudore, la fatica, lo stress, il timore di non soddisfare appieno gli ospiti, o di non riuscire a mantenere i livelli raggiunti con le stelle o con altre recensioni.

Insieme a voi lettori cercherò di capire meglio la vita reale dei cuochi, intervistandoli ed entrando nel loro mondo, la cucina del ristorante.

Ho voluto iniziare con un giovane emergente, Stefano Ruzzoli, attualmente executive chef presso il prestigioso ristorante romano "L'ARCHEOLOGIA".

Stefano Ruzzoli brigata

PANE SICILIANO: MAFALDA, CORONA, OCCHI DI SANTA LUCIA

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Oggi vi porto in Sicilia: dopo avervi presentato i preziosi ricami del Pane rituale di San Giuseppe, ci occupiamo di un "pane travagghiatu" che troviamo ogni giorno nelle panetterie di ogni angolo dell’Isola.

Tutti conoscono infatti la Mafalda, pane preparato con semole di ottimi grani duri locali e coperto di sesamo, nella sua caratteristica forma a serpente. Ma esistono altre due forme tradizionali, che non conoscevo, che si possono ottenere con lo stesso tipo di impasto: la Corona e gli Occhi di Santa Lucia.

Incuriosita, ho preparato l’impasto di semola e mi sono divertita a foggiare le tre forme, molto graziose.

Si tratta di un impasto poco idratato, semplice e saporito, anche per la presenza di una piccola percentuale di olio extravergine. La giuggiulena (così chiamano il sesamo in Sicilia), rende questo pane particolarmente profumato, e rappresenta il legame con la cucina araba.

Il nome Mafalda risale agli inizi del XX secolo, quando un panificatore catanese dedicò questo pane tradizionale a Mafalda di Savoia.

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