
Le crispelle di riso catanesi, chiamate localmente crispeddi di risu o crispeddi melati, sono dolcetti fritti che si preparano tradizionalmente per Carnevale e per il 19 marzo, San Giuseppe, festa del papà. Catania è la città di riferimento di questa ricetta, ma generalmente le crispelle di riso si trovano in tutta la Sicilia, con diverse denominazioni e anche nella versione salata. Crespelle, crispelle, crispeddi, sfinci, zeppole, sono alcune denominazioni tradizionali che indicano preparazioni di riso, tipiche di varie località siciliane, facilmente reperibili nelle pasticcerie e gastronomie in tutti i periodi dell’anno. Al pari delle arancine, o arancini, le crispelle di riso catanesi testimoniano quanto il riso abbia influenzato la cucina siciliana e meridionale in generale. In passato, il riso era molto più presente da Napoli in giù, sia come coltura che come ingrediente in cucina.
La Piana di Catania fu la prima risaia del Sud d’Italia, il luogo dal quale il riso, cereale importato dagli Arabi nel Medioevo, si diffuse rapidamente in tutta l’Italia meridionale, per svilupparsi poi con la dominazione spagnola. L’aria malsana dei terreni acquitrinosi e la concorrenza delle produzioni settentrionali, indussero i Borboni prima e i Piemontesi dopo l’Unità d’Italia, a ridurre le coltivazioni di riso, per fare spazio agli agrumeti, più redditizi e adatti alla favorevole natura vulcanica di quel territorio. La politica di bonifica integrale voluta dal fascismo eliminò definitivamente gli ultimi territori paludosi dove veniva coltivato il riso in Sicilia.
Nonostante questo, il riso è rimasto tra gli ingredienti simbolo della cucina siciliana, come dimostrano anche le crispelle di riso catanesi, dette anche crispelle di riso alla benedettina perché di origine conventuale, come molti altri dolci siciliani. Sembra che le crispelle siano state ideate nelle cucine del monastero di San Nicolò l’Arena, destinate ad arricchire la sontuosa tavola dei monaci benedettini. I crispeddi melati dei benedettini sono così divenuti una preparazione tradizionale e rituale, apprezzata da tutti: seguendo la tradizione benedettina originale, le crispelle sono frittelle preparate con riso cotto nel latte con cannella e scorza d’arancia, ricoperte di miele di zagara. Per il candore dell’impasto di riso e latte, le crispelle rimandano anche alla tradizione medievale del bianco mangiare, un insieme di pietanze salate o dolci, presenti nei ricettari dal XIII secolo, caratterizzate da consistenza cremosa e colore candido.

In questo blog potete trovare tante altre ricette di Carnevale, dal ricettario, aprendo il tag Carnevale: gli Arrubiolus sardi, la Cicerchiata molisana, le Fritole veneziane, i Tortelli milanesi, il Migliaccio napoletano, le Zeppole di patate molisane, i Pabassinas de saba sardi, i Krapfen viennesi, i ravioli dolci con crema di ceci, le frittelle di mele e uvetta, e altro.
E adesso spostiamoci in cucina e prepariamo le crispelle di riso.
Ingredienti:
1 litro di latte + 200 o 300 g da aggiungere
300 g di riso per minestre o Arborio
60 g di zucchero
6 g di sale
150 g di farina
10 g di lievito di birra fresco
Un cucchiaino di cannella
zeste di arancia qb
olio per friggere
miele di zagara (o altro)
succo d’arancia qb
Varianti mie: ho usato sciroppo di risulta dalla canditura degli agrumi, al posto dello zucchero, e soli 5 grammi di lievito di birra fresco, allungando i tempi di lievitazione.
Procedimento
Portate a bollore la prima parte del latte con lo zucchero e il sale, versate il riso e fate cuocere a fiamma bassa fino a quando il latte non sarà completamente assorbito dal riso, che dovrà quasi essere scotto e formare una morbida crema. Se il riso non apparisse già pronto dopo avere assorbito il latte, aggiungete pian piano la seconda parte del latte, ovviamente caldo.
Fate intiepidire e aggiungete la farina, la cannella, la scorza grattugiata d’arancia e il lievito di birra sciolto in pochissima acqua. Mescolate bene, coprite con una pellicola e lasciate lievitare per circa tre ore a temperatura ambiente, oppure tutta a notte in frigo. La lievitazione non sarà molto evidente, ma la massa presenterà bollicine in superficie.

Staccate dei pezzi tutti uguali (io ho usato il cucchiaio) e sistemateli su pezzetti di carta da forno, cercando di modellarli a forma di cilindretti lunghi circa 6 cm. Ungetevi le mani per facilitare l’operazione, l’impasto è morbido e appiccicoso.
Friggete le crispelle di riso calandole con la carta da forno in abbondante olio a 170°, rigirandole di tanto in tanto fino a farle ben dorare. La carta da forno si staccherà subito, e a quel punto potrete toglierla dall’olio.
Fate scolare le crispelle di riso su carta assorbente, quindi trasferitele su un piatto da portata e guarnirtele con miele caldo stemperato con un po' di succo d’arancia, e, volendo, spolverizzatele con zucchero a velo aromatizzato con cannella.



